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La vita di Pecchio

La vita di Pecchio è caratterizzata da amicizie a distanza (chi vive in altre città o, addirittura, chi è suo concittadino) con cui non ha che rapporti epistolari.
E' contento, da una parte, poiché le parole volano e lo scritto rimane.
Lo scritto, poi, lo si può leggere anche prima di addormentarsi mentre le parole non si posso che ascoltare ad orari non sconvenienti.
E' meno contento, dall'altra, quando si accorge che le lettere che riceve (soprattutto, dai suoi concittadini) non sono che espedienti per tenerlo a distanza.
La vita di Pecchio è caratterizzata da amicizie a tempo determinato ed a luogo determinato (chi è stato suo compagno di classe e di scuola e che non ha mai e mai più incontrato al di fuori dell'aula e dell'intero edificio scolastico; i suoi colleghi e gli utenti del suo Ufficio che non incontra che costì e non al di fuori; chi condivide con lui la fede cristiana cattolica ed i vari impegni parrocchiali e che non incontra che in Chiesa e nei locali della Parrocchia e non al di fuori).
La vita di Pecchio è caratterizzata da amicizie istituzionali (chi condivide con lui esperienze associative e che non incontra che in occasione di Cene Sociali ed Assemblee dei Soci).
E' contento quando incontra persone o quando scrive a costoro e quando costoro gli scrivono e l'incontrano poiché capisce che da costoro non può pretendere di più, ottiene già tutto ciò di cui ha bisogno e tutto ciò che costoro possono offrirgli.
I suoi concittadini non gli offrono, spesso, che del loro superfluo, un'immagine distorta, falsata dell'amicizia intesa come "dente da togliere, tassa da pagare, qualcosa che si usa e getta, si prende, si porta a casa e chiude a chiave in un cassetto per non pensarci più e si butta via la chiave, un'attività lavorativa od un atto devozionale dove si entra in fabbrica, ufficio e Chiesa e si è amici, si esce e non lo si è più.
Penso che si possa, facilmente, intuire quanto lui creda nelle parole della bellissima canzone "Si può dare di più" e quanto lui si senta impegnato a concretizzare codeste parole ogni giorno della sua vita, fino all'ultimo respiro.
Sa di non potersi recare, ad esempio, nei luoghi più poveri del mondo per portare il suo concreto contributo, ma sa che un suo contributo economico (tramite versamento sul Conto Corrente Postale o Bancario di un'associazione di solidarietà) può rafforzare l'impegno dei volontari di codesta associazione.
Vorrebbe che a questi suoi molti impegni di solidarietà s'intervallassero esperienze concrete di amicizia coi suoi concittadini.
Ogni Domenica ed ogni altro giorno festivo non riesce a trascorrerlo che coi suoi genitori.
Ogni giorno feriale si sente sopportato dai suoi colleghi e dagli utenti ed ogni giorno festivo si sente scaricato da costoro.
Ha le sue idee politiche e crede nell'impegno dei politici dei due schieramenti nelle Camere ed al Governo, ma teme che, nella sua città, si stia concretizzando, da molto tempo, l'episodio di don Camillo quando scopre che Pepito Sbazzeguti non è che Giuseppe Bottazzi che ha vinto i milioni (se ricordo bene) al Totocalcio.
Ricorda che don Camillo, in codesta occasione, dice:"Gratta Pepito e troverai Peppone!"
Pensa di potere dire, perciò, in questa occasione:"Gratta, qui, i partiti e non troverai che persone aride, sterili e vuote!"



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Racconto scritto il 19/06/2015 - 15:52
Da Luca Lapi
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