Inizio


Autori ed Opere


Ultime pubblicazioni

haiku F(iaba)...
La notte è scesa...
Dove il corpo resta...
Io e la fantasia...
Il presidio della cu...
Non avere paura...
Altro Natale...
Vorrei......
Passi...
Mutatis mutandis...
Rigurgito amniotico...
Contavo le stelle...
01 Gennaio 2026...
Nel tempo...
Nuovi giorni...
Cerca il Natale ...
Crans-Montana...
Inverno senza redenz...
Sera...
È quando la neve si...
Ai margini...
Natale simpatico...
Alle sette della ser...
Clown di natale...
Se mi aspettassi......
Nella vita bisogna s...
Sarai...
Natale tra i sorrisi...
L’era odierna, domin...
Imbrunire...
Epica minimale...
La finestra di entra...
Parlava da un pulpit...
Mio amore...
Una notte ostile...
Siamo solo un volo...
E ancora sera...
Tra le vesti...
Vuoti non poi divers...
Imbrunire...
Speranze...
Silenzio d'addio...
Della neve...
Ignoranza...
L'apparente calma di...
Augurio ai più picco...
La perla del tirreno...
Cin cin...
La politica del ragn...
Non voglio svegliarm...
Buon Anno ai giorni ...
Vecchio anno, nuova ...
Insieme...
Cronaca di una osses...
Se fosse stato u...
Buon anno...
IL MENÙ...
Quanto vorrei...
Agglutinamento...
Vischio...
La Felicità...
Senza na spiragghia ...
Quando eravamo picco...
(aforisma di dicembr...
Preghiera puerile...
Anime...
Vita senza fine...
Fioco...
Noi ragazze di ...
La vita dell'uomo è ...
Nel crepuscolo del t...
Alla famiglia del bo...
Inverno...
Il prezzo delle tue ...
Pace...
Il Gusto Amaro Dell'...
Superficialità...
Il senso evidente de...
Morire sui tuoi pols...
Mani nel vento...
Neve...
D'incanto...
È comando di angeli...
Giorno...
I nostri tre tempi...
Artista nei sogni...
Vivere intensament...
Cenere...
La Piuma e l’Aurora...
Effluvio Canto D'Amo...
D’aurora e di tramon...
La finestra e il fil...
Abbracciami nel sile...
Il vento del presepe...
Falsa Amicizia...
Luna Park...
La Festa Dei Morti (...
Sulla soglia del sil...
Amore alla ribalt...
Pizzichi...

Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


Siti Amici


martiniadriano.xoom.it lecasedeipoeti.blogspot.com

Galline, quattro stagioni

“Pio, pio...”


Entravi in casa ed un giorno sentivi che erano arrivati. Le galline comparivano da nonno sotto forma di pulcini dorati che durante l'inverno abitavano in casa, in uno scatolone.
Solitamente venivano posti nel piccolo ingressino, quasi a miracol mostrare, un pigolare continuo. Il posto era anche stategico perchè non ingombravano il piccolo soggiorno e poi erano accanto alla stufa a legna che li teneva al calduccio.
Ne servivano una mezza dozzina perchè la selezione naturale prevedeva che qualcuno non ce la facesse.


In primavera, sbozzolati e rimasti solitamente in non più di quattro, venivano alloggiati in un gabbiotto esterno per acclimatarsi. Ormai erano ingombranti in casa e non potevano più stare nell'angusto scatolone di cartone.
Fuori ad accoglierli il freddo che in alcune notti era ancora pungente perchè la conquista del mondo esterno era dura per galline con la crestina ancora a raso che non erano ancora prontissime per la vita adulta. Ma chi lo è “in qual forma, in quale stato che sia, dentro covile o cuna?”


In estate, ormai galline e rimaste in tre, veniva fatto l'inserimento nel pollaio. Inizialmente erano separate da una rete che le divideva dalle vecchie matrone poi, dopo qualche beccata di aggiustamento, entravano a pieno titolo nel gruppo.
Era qui che cominciavano i miei esperimenti per vedere quanto fossero intelligenti.
“La gallina non è un animale intelligente” cantavano Cochi e Renato ed in effetti quando mettevo un vecchio specchio nel pollaio dapprima lo beccavano sorprese di vedersi senza riconoscersi, poi guardavano dietro per cercare di capire il trucco.


A partire dal successivo autunno un paio delle vecchie galline diventavano brodo e lesso per la domenica; non avevamo l'abitudine di dare i nomi alle galline perchè si sapeva che fine avrebbero fatto. Veniva chiamato Angiolino che scendeva dalla sua postazione al secondo piano del condominio per procedere alla esecuzione.
Nei giorni delle feste comandate si ribaltava il proverbio antico, perchè era meglio una gallina oggi che un uovo domani.


Il nuovo anno gettava via il vecchio e dopo l'Epifania, intorno ai giorni della merla, entrando in casa si sentiva di nuovo il suono conosciuto: anno nuovo, nuovi arrivi.


“Pio, pio...”




Share |


Opera scritta il 16/03/2017 - 15:50
Da Glauco Ballantini
Letta n.1352 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Ho letto ieri notte il tuo racconto, ma non sono riuscita a commentarlo...mi hai riportato bambina con la sensazione infinita di cose genuine e quei pulcini che segnavano il tempo con tenerezza dove scorrevano stagioni...e di nuovo quel gioioso suono nella casa, "pio, pio era uno spettacolo.

margherita pisano 17/03/2017 - 09:36

--------------------------------------


Inserisci il tuo commento

Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



Area Privata
Nome :

Password :


Hai perso la password?