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il mio suicidio

Da qui in cima il suolo sembra lontanissimo, un attimo prima di capire che realmente lo avrei fatto la paura mi assale, ma la fuggo guardando il coraggio al contrario come il cielo da sotto l'acqua.
Trovo nella mia folle visione il forza di essere vigliacco e supero la paura del dolore, per farmi tradurre da questo nel trapasso.
Mi lascio cadere...
Vedo il suolo imminente avvicinarsi a me e il sollievo della mia scelta fugge come pesci al tonfo in acqua di un masso, mi sembra incredibile la velocità con cui sto cadendo, come se le altre volte in cui sono caduto non mi fossi mai accorto di quante fosse rapida la discesa.
In fine proprio mentre realizzo la mia rapida fuga dalla vita, la corda si tende, il nodo si stringe e con un secco suono arriva il buio.



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Opera scritta il 01/11/2015 - 22:42
Da Clelio D'ostuni
Letta n.1366 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Clelio non so se autobiografica.. ma a prescindere....penso che la vita è il dono più bello che Dio ci ha donato...vivila..anche se a volte diventa molto difficile vivere e superare quei gradini così grandi..... E se ti senti solo ricordati che qui ci siamo noi.... Che solo non ti lasciamo mai..Ciao buona serata.

Maria Cimino 02/11/2015 - 20:50

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Con un finale inaspettato, Buona giornata,

Chiara B. 02/11/2015 - 10:25

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