Vagabonda,
ti osservo con amore
nel momento dell’abbandono.
In quell’attimo nasce la speranza,
cresce in silenzio
e si fa empatia.
La consapevolezza si risveglia:
il pensiero depone lo specchio,
abbatte il narcisismo
e canta.
Scrive in onore di colui
che non appare mai
eppure fa tremare gli uomini.
Vagabonda,
non vedi che ti corro dietro,
ignaro del tuo disegno,
attratto da un’eterna bellezza
che non si lascia trattenere.
Sei la mia molecola,
l’unità minima dell’esistere,
ciò che tiene insieme
il senso e il respiro.
Fermati un istante, ti prego,
anche solo per consumarmi.
Non correre sempre oltre.
Abbi pietà di me,
senza fiato.
Fermati — t’imploro —
perché senza di te
la vita
non muore di colpo,
ma lentamente
si spegne
ti osservo con amore
nel momento dell’abbandono.
In quell’attimo nasce la speranza,
cresce in silenzio
e si fa empatia.
La consapevolezza si risveglia:
il pensiero depone lo specchio,
abbatte il narcisismo
e canta.
Scrive in onore di colui
che non appare mai
eppure fa tremare gli uomini.
Vagabonda,
non vedi che ti corro dietro,
ignaro del tuo disegno,
attratto da un’eterna bellezza
che non si lascia trattenere.
Sei la mia molecola,
l’unità minima dell’esistere,
ciò che tiene insieme
il senso e il respiro.
Fermati un istante, ti prego,
anche solo per consumarmi.
Non correre sempre oltre.
Abbi pietà di me,
senza fiato.
Fermati — t’imploro —
perché senza di te
la vita
non muore di colpo,
ma lentamente
si spegne
Poesia scritta il 28/01/2026 - 15:17Letta n.5 volte.
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