Natale
di spino ancora ma non di rosa,
Natale è dentro le stanze di luci bianche
di fiamme accese sul cuore in gelo.
Cerco altro Natale in altra terra
quasi in equatore con sabbia bianca,
con splendore a sole che asciuga il cuore
di corse e balzi alla fonte dell’acqua mite.
Natale qui, è cerchio a nebbia,
è solitario albero di verde cupo senza più voli
punteggiato a specchi senza altro suono od eco,
ma non c’è voce che sia rotta giusta
per l’andar sul mare
e non c’è barca che sia rifugio
fino al termine dell’attraversare.
Cerco altro Natale, anche solo come giorno breve,
da alba all’imbrunire, in abbracci
e tese mani, qui sulla terra,
e se ancor sia spento il colore della rosa
coltiviamo in terra o mare, la tenerezza
della forza del dolore.
Natale nasce lungo lo spazio
niente possiamo se è sole o ghiaccio,
tutto possiamo se porgiamo sorrisi d’acqua
a contornare e far veleggiare oltre le onde,
questo nostro piccolo cuore
nel mulinello della speranza.

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Auguri



