Inizio


Autori ed Opere


Ultime pubblicazioni

A volte chi lascia q...
La vita un sogn...
La guerra di Piero...
Vivere di quieto viv...
Sulla tua risata...
Amour....
Il tesoro di Maya...
Zombi...
La Bellezza che Svel...
La verità spesso si ...
Il sesso tra delitti...
Euforie...
Palestina Libera...
La vita è in continu...
Monte Echia...
Il tronco...
La perdita degli agg...
Equilibristi...
Taglio di cielo...
Ogni miseria è Uomo ...
Dove andiamo...
La vedova di Laerte ...
Come le volpi...
Il percorso vita...
Il pozzo...
Tra le braccia del v...
Ciottolo...
Su tela bianca...
Libertà...
La mano di un figlio...
Amami come sono...
Oltre!...
Aprile...
La ballata della mod...
Riflesso nel vento...
Abbracci...
Punto e a capo...
Le mie parole...
I Ricordi Degli Anni...
Il racconto della su...
L'amore rende vivo i...
Haiku D...
Cosa sono i so...
Quanto sei bella...
deja vù...
La Grazia che rialza...
I miei pronomi perso...
A mio figlio...
In Attesa del Ritorn...
Sottobosco...
Dissonanze Cognitive...
L uomo del mistero...
Si scostano cupe le ...
All'ombra della ...
I Girasoli...
Indovinarti...
Sentieri di sale...
La musica è finita ,...
Antico viale...
Cura sperimentale...
L'Incubo...
Fantasia...
Non aver paura...
Una denuncia...
Genesi di un'opera d...
L\'erba di aprile...
In frantumi...
Là dove il cuore asc...
Sei a casa...
Che fine ha fatto l\...
Se si vive in un pos...
La prima parte di qu...
Fruscii...
Dolce dormire...
Volare in libertà...
Piove...
Due vite che si aman...
Cogliersi...
T'ho sognata...
Profilo di cuore...
Nel ricordo di Agnes...
Residuo dolore...
Giambruno B....
Quella lacrima non m...
Rare Donne son l’Am...
Aspettami...
Nulla...
Amore vienimi inc...
La meta finale...
Manca qualcosa alla ...
Di là dal margine si...
Certe cose non si vo...
Il Ranuncolo...
La Vittoria del Riso...
Anima crudele...
Le chiavi...
La notte di San Lore...
Ora...
Le stelle ballano...
L'anima appartiene a...

Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


Siti Amici


martiniadriano.xoom.it lecasedeipoeti.blogspot.com

Il trolley

Dalle nove del mattino sino alle sei del pomeriggio. E non era finita. A fare cosa, poi? Lavorare? No. Una gita in un giorno feriale? Nemmeno. A far niente! Nulla! Il divano su cui mi accomodavo era ormai sagomato. Mi alzavo solo per le necessità primarie. Mi avete capito…


Uno non è che ti chiede la luna, ma almeno far finta di aver spolverato i mobili! Rifatto il letto! Così la dolce metà la tieni buona quando ritorna . Macché. Apatia totale.


E poi, così, senza preavviso, quasi a voler violare quel sacro fancazzismo la tua mente, che sino a quel momento se ne era stata buona buona accantonando rimuginii molesti, ti propina delle immagini… discutibili. Niente di sconcio o censurabile. Ma veder scorrere dentro la tua testolina delle valigie come se fossi all’aeroporto o alla stazione… noooo! E non la versione classica, ma l’upgrade: il trolley!


Di tutti i colori: bianchi, verdi, gialli , neri, rossi. Si incrociavano, sbattevano, si cappottavano, vomitavano all’esterno il loro contenuto. Di tutto. E visto che sino ad allora avevo praticamente vegetato, il mio prezioso organo pensante ha arricchito il film con altri particolari. Per esempio, vedere questi degnissimi attrezzi seguire docilmente chi ne possedeva la titolarità ( per inciso, non riuscivo a stabilire se qualcuno si era appropriato dell’oggetto altrui). Forse la vicinanza delle ferie estive aiutava a contestualizzare l’immagine. Chissà.


Ma la cosa sorprendente era un altra. Ho cominciato a pensare al trolley non più come ad un semplice strumento di grande utilità. E questo è indiscutibile. Sovrapponevo la sua vista a quella degli esseri umani che come bravi soldatini ascoltano e seguono il proprio comandante. Insomma, mi pareva che il trolley riproducesse fedelmente alcune delle qualità dell’uomo: trolleranza…pardon, tolleranza. Pazienza, educazione, ammirazione. Come dirlo in una caratteristica…ah! si, fedeltà!


Trascinato in ogni dove. Sbattuto a destra e sinistra come un qualsiasi straccio sporco. Dove lo metti rimane ( se non te lo portano via).


Cerchi di farci star dentro l’impossibile mollandogli calci da cannoniere di serie A!. E mica ti tradisce. No!. Ti abbandona solo quando è giunto il suo momento. Quello della dipartita.


Certo, non è che accetta proprio tutto tutto. Per esempio se cominci ad esagerare pensando che ci debba stare dentro l’intera casa, ti fa capire di smetterla di spingere come un forsennato: si ribella, e può capitare che si rompa…la cerniera. Anche chi è fedele e devoto, quando il livello di guardia è superato non te le manda a dire! Va bene paziente, ma non approfittartene. Anche per il tuo bene.


E a dimostrazione del forte legame che si crea , se per esigenze è necessario che stia con altre persone ed essi provassero ad averci a che fare, ci si accorgerebbe che non è assolutamente la stessa cosa. Per il trolley o per l’essere umano? Uguale. Educatamente cercano di adattarsi alla nuova situazione, ma non stanno bene. Lo fanno solo perché rispondono ad una esigenza superiore. Si fanno meno malleabili, disponibili. Non ti seguono come dei pazienti collaboratori. Sbandano, picchiano contro le altre persone. Si smarriscono.


Chi ha il compito di gestirli temporaneamente, si rende immediatamente conto che non c’è feeling. E poi si dimenticano dove ti hanno lasciato. E ci rimangono male. Entrambi, il trolley e l’essere umano. Perché sanno che il loro leader non avrebbe agito in questo modo. Avrebbe avuto più cura. Sa fino a che punto si può spingere per non sconfinare nella non curanza o, peggio, nella maleducazione.


Certo, a volte verrebbe voglia anche a lui di urlare e di scappare. Provate voi ad essere schiacciati come sardine nel vano di un aereo o di un treno e nel baule di una macchina. Sei con altri che non conosci, che cercano il miglior posto per star comodi. Odori, mancanza d’aria… insomma ci sono tutti i presupposti per fuggire. Ma sa che lo fa per una buona causa. Per la fedeltà nei confronti del magister e per la fiducia che quest’ultimo ha riposto in lui. Ognuno ha un proprio destino in questo mondo. Una missione. O così dovrebbe essere.


Che sia un trolley o una persona, non importa: occupati al meglio del tuo compito. E forse riuscirai a lasciare un piccolo segno del tuo passaggio su questa terra.




Share |


Opera scritta il 14/07/2015 - 13:29
Da gabriele marcon
Letta n.1401 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti

Nessun commento è presente



Inserisci il tuo commento

Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



Area Privata
Nome :

Password :


Hai perso la password?