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No titolo

Nel buio dei nostri ventricoli aperti e pulsanti,
ci esploriamo i corpi caldi e distesi:
quante vertebre ho?
Quante ciglia hai?


Le mie strade di ghiaia bianca
Attendono le tue mani di Penelope,
di colei che attendeva il suo cuore
ormai vecchio
tornare
e intanto “percorreva la faticosa tela”.


Sotto il mio letto c’è da spolverare la tua maglia usata,
i capelli che hai perso mentre io li contavo,
e il grano che emergeva come uno spillo
dai tuoi sguardi vibranti
nel vedermi cucita alla tua sagoma flautata,
che il mio animo non ha altri desideri,
se non quello di combinare i miei chiassosi seni
al tuo petto che m’ama più di te.




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Opera scritta il 29/08/2016 - 03:39
Da Jessica Agostinelli
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