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Maturità

Prima li contavo, adesso li contemplo. Era uno, poi due, poi quattro. Ora è una voglia. Bianchi, candidi, di saggezza. Sono una donna d’altri tempi, fiera di esserlo.
L’altra sera ho conosciuto due persone fantastiche, lei e lei. Lei solare, allegra, gioviale, innamorata. Lei pacata, matura, temperata, innamorata. Le ho invitate a cena. Mi piace cucinare per la gente che mi piace. Ho sempre desiderato la casa piena di bella gente, un grande tavolo di legno pesante, i piatti spaiati, tanti. L’allegria. I figli, le compagne, le amiche. I fiori di campo, gialli, rossi, viola. Il profumo di soffritto e il calice pieno.
Le Fate ignoranti.
Mi perdo nei miei pensieri.
Egocentrica, egoista, narcisista, capricciosa.
Matta da legare.
Non sono pronta a rinunciare a nulla. Voglio tutto e subito. Anche prima.
Snocciolo amarene, sette chili, cinque ore. Le dita scure. Che bel colore, rosso carminio. Sangue dolce.
Le mie morbide carni si fondono con le tue voglie.
Ne sento il sapore, di nicotina e desiderio.
Metamorphosis.
Starei ore a parlare con te mentre sfioro i tuoi peli chiari sul braccio e scorro le dita sulle vene della tua mano. Anche a me si vedono tanto.
Vorrei avere le unghia curate come piacciono a te, ma le mie mani stanno sempre in movimento. Odore di cipolla e di sesso.
Ripeto il tuo nome una cento mille volte. Mi piace sentirne il suono. E tu ridi.
Tornerò. La mia pelle abbronzata sulla tua.
I tatuaggi sulle tue braccia possenti e gentili.
Ti vedo, non nasconderti. Ti voglio.
Ti ho visto passare, due secondi, forse tre. “Sai chi è?” “No” “Chissà se mai più lo rivedrò.”
Il cuore in gola, ogni volta. Le gambe tremanti, le farfalle allo stomaco. “È una cosa da ragazzini. Togliamoci lo sfizio.”
Ridono di me. Sono inciampata come una stupida per cercare di vederti solo un attimo. Non te ne sei accorto. Ma tu non avresti riso.
Ho letto il tuo nome. Felicità. Tocca a me. Ti vedrò.
“Andiamo con una macchina? Vuoi lasciare qui la tu?” “Sì, grazie”
SìSìSìSìSìSìSìSìSìSìSìSìSìSìSìSìSìSì
Magari mi bacia. Magari. Respiro. Mi manca l’aria. “Dispnea”, quando mi succede me lo dici: “Si chiama dispnea”.
Cammino avanti a te. Lo struscio. Per te.
Salgo le scale. Tu dietro.
Stamattina sono stata un’ora davanti all’armadio a scegliere cosa indossare. Non volevo essere volgare né insignificante. I jeans, quelli che mi fanno il sedere bello. Boh, magari mi guarderai. Magari.
Sei sempre così cordiale, professionale. Parliamo di lavoro, di torte, di Sicilia.
Mi riaccompagni.
Quest’inverno non è freddo. Non c’è la neve. Indosso la gonna quando so che verrai. Esco fuori a parlare al telefono per vederti andare via, ogni volta.
Ridono di me.
Basta! Ho deciso, forse.
Taglio netto. Via i ricci lunghi. Ci vuole coraggio per essere Valentina e il coraggio non mi manca.
Dicono che quando una donna decide di cambiare qualcosa nella sua vita inizia dai capelli.
Oddio, quando mi vedrà, cosa penserà.
Mille messaggi, mille complimenti. Manca il tuo.
Buon compleanno: due parole e un’immagine.
Spero.
Cos’hai pensato? Non me l’hai mai detto.
Non posso più aspettare. Chiusa in bagno mi tocco pensando a te. Fremo. Sogno. Desidero.
Sì, questo mi è concesso. Non mi vede nessuno. Non lo sa nessuno. Ma io non riesco più a concentrarmi. Vago con i pensieri. Non so cosa farò la prossima volta che ti vedrò. Forse niente. Forse tutto. Sì, tutto.
Ho paura. Penserai male di me. “Dove la trova un’altra bonona come te?” “Io, bonona? Ma vah”
Eccomi. Davanti a te. Rido impacciata. Voglio sembrare sicura di me. Ma tu mi leggi dentro. Lo sai che mi tremano le gambe.
“Non mi lavo” “Sei uno zozzo” “E non ti piace?” “Avoglia se mi piace, mi piaci tu”
Odore di te, sulle mani, sul viso, sui seni, sulla pancia.
Odore di me, sulle mani, sulla barba, sul petto, sulla pancia.
Ti farei bere dalla mia bocca, mangiare dal mio corpo.
“Mi piacerebbe dormire con te” “Anche a me”.
Sento la musica, mi estraneo, scrivo.
Aspetto la lucetta blu. Arriverà. Tornerai da me perché lo vuoi quanto lo voglio io.
La mia pelle scura sulla tua. Conserverò il sapore del sale per te.
“Mi aspetterai? Mi vorrai ancora? Non ti scorderai di me? Ti manderò i selfie.” “Occhi insanguinati e bava alla bocca” “Scemino, ti voglio bene”.



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Opera scritta il 02/09/2016 - 12:16
Da jlenia cantavenera
Letta n.1657 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


bella e audace...
forse, un pò troppo sesso e poco amore
ma complimenti per l'audacia

laisa azzurra 09/09/2016 - 13:52

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