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Parlami di te che sei di lā.

Parlami dei verdi luoghi incantati su cui ti incammini.
Descrivimi della veste aura fluorescente traslucida che ti adorna ogni di'.
I sentieri scoscesi, irti e delle tante pianure fra i monti che ti sovrastano.


Raccontami di te che sei di lā, di come č profondo quel mare infinito, ribaltato dentro cui sei immerso.


Parlamene almeno, visto che non possiamo dare tutto per scontato ciō che ci č ignoto.


Del mondo visto sossopra; la vita trasmutata in altra vita ora che il corpo non soffre pių ed il male si č sopito
e di altri soli che irradiano il tuo volto affranto.


Parlami, parlami di te che sei di lā. Dimmi a chi hai dato per primo la mano; chi hai incontrato; chi hai sorriso e se gli abbraccio hanno lo stesso peso.


Dimmi se la tua anima ha la trasparenza gassosa di una nuvola o d'un tempo tempestoso.


Se nella tua nuovo identitā ti trovi meglio di come stavi qua sulla terra.
Raccontami, raccontami di te che sei di lā;
dove che la ragione pare aver perso il senso della vita e finalmente te ne puoi stare in pace nella quiete delle ombre.


di Francesco Currō




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Opera scritta il 20/11/2016 - 23:58
Da Francesco Curro
Letta n.1551 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


dolcissima.....

laisa azzurra 22/11/2016 - 13:45

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