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La rivincita di Romeo e Giulietta

Invecchiare fa spesso paura a Giulietta, non tanto per il timore dei malanni che accompagnano la terza età ma che la medicina moderna può efficacemente contrastare, quanto per l’idea di solitudine che sembra inevitabile e che la pervade durante tutto l’arco della giornata, nonostante la tipologia di vita familiare attuale. In passato era normale vivere tutti insieme, dai bisnonni ai nipotini, oggigiorno si tende a vivere in case più piccole e ad essere persone più impegnate, quindi Giulietta e Romeo rimasti vedovi vedono all’orizzonte una vita solitaria. Fortunatamente, hanno compreso che provare sentimenti e pulsioni sessuali in età avanzata non è sintomo di perversione o anormalità, e non è più un tabù innamorarsi e intraprendere nuove relazioni. Rimanendo tali anche dopo la menopausa e l’andropausa, il loro desiderio fisico non è sparito con la cessata capacità di procreare, così come la voglia di stare bene con un’altra persona non si è assopita con il passare del tempo. Quell’incontro ai giardini pubblici ha generato una bella empatia che è sfociata con la voglia di confidarsi ed essere complici, lo scambiarsi effusioni, il decidere un viaggio in due, che è di aiuto a mantenerli lucidi e vitali e ad avere una maggiore voglia di vivere: del resto non c’è differenza tra un innamoramento a 20 anni e uno a 60, perché la felicità che si prova e la sensazione di benessere che dall’innamoramento deriva non cambiano con l’età. I due innamorati vivono con l’intensità con cui da anziani vivono l’amore, inevitabilmente rapportato alle esperienze di vita vissuta, e dalla consapevolezza con cui affrontano la loro nuova storia. Vivono la loro relazione amorosa senza fare progetti a lungo termine e senza cadere nella routine, per cui si comportano come eterni fidanzati, frequentandosi ma rimanendo ognuno in casa propria con le proprie, consolidate abitudini. Ma come nelle migliori storie, non tutto può filare liscio come l’olio; a renderla più movimentata, ci si mettono i rispettivi figli, che si oppongono al loro idillio! Paventando mille difficoltà ed elencando una serie infinita di problemi, per dissuadere Giulietta e Romeo dal loro intento; generando in questa opacità una luce accecante, ma allo stesso tempo alimentando di nuova linfa l’innamoramento, liberando il loro desiderio e di metterlo al centro di ogni cosa. Si rivolgono ai loro figli: <Noi desideriamo, vogliamo assolutamente qualcosa per noi e tutto ciò che facciamo per l’uno per l’altra, non è far qualcosa d’altro e per qualcun altro, è farlo per noi, per essere felici; tutta la nostra vita è rivolta verso una meta il cui premio è la felicità. I nostri desideri si incontrano e il nostro innamoramento ci trasporta in una sfera di vita superiore dove si ottiene tutto o si perde tutto. La vita quotidiana è caratterizzata dal dover fare sempre qualcosa d’altro, dal dover scegliere fra cose che interessano ad altri, scelta fra un disappunto più grande ed un disappunto più lieve. La nostra scelta è fra il tutto e il nulla e la polarità della vita quotidiana è fra la tranquillità ed il disappunto; noi preferiamo fra l’estasi e il tormento. La vita quotidiana è un eterno purgatorio. Nell’innamoramento c’è solo il paradiso o l’inferno; o siamo salvi o siamo dannati>. Ora sta a voi rendercela piacevole o infernale?



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Opera scritta il 04/03/2017 - 04:08
Da Savino Spina
Letta n.2020 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


ma si può amare davvero a 60/70 anni?
pensi davvero si possa ricominciare?
o, forse, l'amore per essere tale richiederebbe un pizzico di immaturità?
la consapevolezza ed il pregresso rischiano di inaridire i sentimenti, piuttosto che l'eterno confronto con chi è stato/a....
considerazioni....
in ogni caso, bravissimo!

laisa azzurra 04/03/2017 - 14:31

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Ecco la storia di stampo medioevale dove i figli fanno la parte dei "complicatori" degli eventi. l bello è che non hanno perso questo contatto con la linfa vitale dell'amore dentro di loro, anzi, nonostante tantissime difficoltà, hanno mantenuto viva la loro storia alimentandola. In questo contesto sono la novità, il "Dolce Stil Novo" di stampo Dantesco, la rinascita dell'emozione.
Incredibile quanto questo sentimento li tenga in vita, quindi io penso che sia alla fine vincente; anche perché seppure un poco (o tanta oscurità) sia ancora presente ai nostri giorni, la posizione retriva dei figli è definitivamente tramontata dall'orizzonte culturale della nuova era. seppure hanno perso un poco di vista cosa sia l'amore e cosa sia il desiderio di stare vicini quando si ama.

Savino Spina 04/03/2017 - 12:13

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la donna è paradiso o inferno ma molte volte noi siamo l'inferno e facciamo vivere i nostri cari in purgatorio 5*

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 04/03/2017 - 10:22

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