Inizio


Autori ed Opere


Ultime pubblicazioni

Goccia d'inciampo...
Senza vento...
da phone call...
La Pudicizia...
Tra i messaggi, in c...
Occhi di ragazza...
Ingegnere...
Schegge di un istant...
Il calciatore poliva...
Collezionisti di ech...
Giardino segreto...
Fammi rubare...
Carezze...
Amore e Passione. Ve...
La Colazione del Buo...
Tostato il chicco, t...
Rimpianti...
L'amore: trovare qua...
Pose distratte...
A tarda sera...
Avrai stelle nel cuo...
Pensiero gaudio...
Nel casolare...
Mai più tardi...
Eternamente donna...
Leccornia...
Un cuore di bambino ...
La donna è il ...
Respirandoti...
Rosso veneziano...
Chi si sceglie...
Saresti stata aloe, ...
Veniva da diverse sf...
Fuoco d'Amore...
L'amicizia è guardar...
L'artiglio dell'arpi...
Ruota la sfera...
Che stress!...
La poesia del m...
Sangue viennese...
Amado Tuo...
La vita...
Ciao Mondiale...
Mater proterbia...
In questa vita possi...
Là fioriscono cardi ...
Non conosco nulla di...
Un ange rose...
Era d'Autunno...
C'è una stanchezza c...
Camaleonte...
Sandro Pertini Presi...
A coda di sirena...
Odissea...
L' uomo e l' intel...
La vita è lo srotola...
Neve di mare...
Jannik...
Tra divano e tivù...
Angeli del Cielo...
Un tulipano...
Fiori...
Occhi bassi...
La pioggia nel senti...
Sfondi...
Qualsiasi cosa accad...
Il pozzo...
Il villaggio interio...
Letto d’ospedale all...
Un tempo comune...
Alba di Gallura...
Quando l' amore è ...
Un orlo di cielo...
Le tracce del Sole ...
Sono tuo padre sono ...
L'artista sa mescola...
Un'avventura con le ...
Na puisia pi mia...
Dante Alighieri...
L'incontro del tempo...
Fugace....
La felicità è come u...
L'arte dei tramonti,...
Spregio da pietanza...
Dolce dolce casa...
la prima luce...
Fiaba...
Vorrei essere...
Eugenio Montale...
Calura...
Neanche mamma conosc...
Unico lo rendono...
Ombra dai lunghi cap...
Il vuoto...
Trasparenze sul lago...
La vita ci rincorre,...
Il vecchio platano...
C'è un momento in cu...
L'amicizia, luogo ri...
La voce del silenzio...

Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


Siti Amici


martiniadriano.xoom.it lecasedeipoeti.blogspot.com

Il peso d'un fiore

Quanto pesa,signorina,un fiore?
Forse poco,mi dirà lei tenendo fra le dita una rosa,con l'ingenuità di chi,ammirandola diviene non curante del dolore che quelle spine potrebbero recarle,se lei,pervasa dall'intenso rosso carminio che avvolge questa creatura,s'accingesse,peccando fin superbia,a stringere con mamma ferma l'impalcatura sua.
E vede,su di una piccola formica il peso di quel fiore avrebbe lo stesso di una casa,ma che dico,d'un castello!
Perché vede principessa,essa non riesce a nascondere la propria paura dietro l'ingenuità,la superbia,la giovanile distrazione.
E a quel piccolo essere quel peduncolo parve una spada,e le spine le parvero l'ornamento suo più bello.
E quelle radici signorina mia?
Quelle povere dal cui grembo lei ha strappato un figlio,non pensa alla loro sofferenza?
Però vede,quella formica su quelle spine s'è adagio,e non con poca cautela,arrampicata.
E non se lo poteva immaginare prima,quanto potesse esser bella la vista,dà laggiù.
Ed ora,mi chiede lei?
Ora la piccola creatura si sente, leggera.
E lei?
Lei che tenendo fra le mani quel fiore che,ha ingenuamente definito leggero,lei quanto pesa?
No signorina,non volevo essere invadente ma,vede,si avvicini e miri queste mie rughe che gelosamente mi abitano il viso,s'io scostò questi capelli,timide si lasciano ammirare.
E cosa c'entra,dora lei ,il viso d'un vecchio signore con il peso d'una leggiadra fanciulla qual'è.
Ma ancor prima di ,lei osservo..
Vede,questa sullo zigomo sinistro,sì ecco la può toccare.
E vebga signorina su! Non abbia timore,ne ripugno di me.
Questa è la prima che ha deciso incidermi la vita.
L'ho chiamata come la donna che,andando via,ha suturato lentamente tutte le mie cicatrici,lasciandomi poi una voragine nel petto;che paradosso! Non crede?
Si chiama Caterina,ogni giorno a me pare sempre più grande,a volte mi sveglio col cuore palpitante e penso che possa essersi estrema fin lì,o fino alla Indie.
E quanto pesante é questa sofferenza.
E mi dica,quanto pesa questa ruga signorina?
E non mi guardi così,non le avrò mica chiesto che suono ha il silenzio?
Non son folle,so che non può esser mica pesata.
Eppure sa,ogni mattina prima di levarmi dal letto dove disteso mi sento..leggero,le sussurro,per non spaventarla,incurabilmente geloso di lei:"Caterì,alzati! Ch'io così mi sento..immobile."
E vede,è quasi un rituale oramai,altrimenti io sarei,in balia del suo esser così..pesante,scivolato piano nell'oblio del nulla.
Immobile,inerte.
Allora vede quanto può pesare una cosa impesabile? Impensabile,no?
Ed ora le dico, quella rosa che tiene fra le mani; signorì,queste sue mani giovani,inesperte,peccatrici.
La strina,la tenga stretta.
Questa goccia che impavida le scorre fra le mani,che per la sua audacia può dir di lei come di sua,la lecchi.
La lecchi e gelosamente si lecchi le labbra,come se solo lei potesse,sentire.
Questa,signorina mia è l'essenza della vita.
E dopo che per un istante il dolore ha ostacolato questa sua intima,carnale,consapevolezza,ora può sentirsi leggera, e ancora dir di lei come di tenera fanciulla.
Lo stupore di questo,mi perdoni la presunzione,ch'io chiamo atto d'amore,fa di lei fanciulla
E se ora mi chiede come può dirsi atto d'amore questa consapevole fonte di dolore..
Io impetuoso le chiedo: Come può dir di questo fiore come di regalo,o di docile fiore,di leggera creatura,se l'ornamento suo più bello,son tutte queste spine?



Share |


Opera scritta il 10/03/2017 - 00:10
Da Ludovica Gabbiani
Letta n.1515 volte.
Voto:
su 0 votanti


Commenti

Nessun commento è presente



Inserisci il tuo commento

Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



Area Privata
Nome :

Password :


Hai perso la password?