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IL MERCANTE DI RICORDI

Robert aveva molti amici in vinile , proprio una bella collezione.
La crisi economica si fece più pesante e Robert non se la stava passando affatto bene.
Fu costretto a rinunciare a qualcosa per sopravvivere. La scelta cadde proprio sulla sua collezione di dischi in vinile.
Non era per niente facile per lui. Era affezionato a quei dischi più di ogni altra cosa.
Ogni pezzo era speciale , rappresentava qualcosa per lui.
La musica lo aiutava a vivere , la musica lo aiutava a ricordare.
A malincuore Robert prese dei grossi scatoloni e , una mattina d'inverno , si mise in piazza insieme agli altri mercanti.
Stava nevicando. Non cadeva fitta fitta , ma quella leggera e dolce che ti tiene compagnia.
Robert era ben coperto; giaccone e cappello , che lo facevano sembrare più grosso di quanto fosse in realtà.
Si avvicinò un cliente. Scrutava I ricordi di Robert , li toccava uno per uno. "Ha una bella collezione" disse.
Afferrò un disco : "Freewheelin' Bob Dylan" . "Prendo questo" disse.
Robert fissava il ricordo nelle mani di quello sconosciuto.
Il tempo sembrava non scorrere più. Robert pensava a quel disco.



Era un bel giorno di primavera; pieno di sole e amore; di natura e di serenità.
Robert ascoltò per caso quel disco , e se ne innamorò subito.
La voce di Mr. Dylan era sublime , dura ma allo stesso tempo calda.
Immaginava il piccolo menestrello che combatteva a fianco del popolo , imbracciando la sua poderosa chitarra folk.
E così Robert preso dall'euforia del momento , prese tutti i suoi risparmi e andò a comprarsi la sua prima chitarra.
I primi giorni era imbranato e scoordinato certo , ma pian pianino ci prese la mano.
Imparò a suonare le canzoni del disco. Le suonava , le cantava , le sentiva come sue.



"Signore , prendo questo disco" gli disse il cliente per l'ennesima volta.
Robert ricevette i soldi e il cliente i ricordi.
Fissava il cliente che se ne stava andando con la musica in mano. Robert si sentiva pesante. Guardò con odio i soldi appena guadagnati.
Aveva previsto una giornata lunga , così si era portato la sua fedelissima chitarra.
La tirò fuori dalla custodia e iniziò a .. "okei forse sono ancora un po' scosso" disse Robert.
Non sapeva più suonare la chitarra. Neanche il tempo di capire cosa stesse succedendo , che si avvicinò un altro cliente : era un ragazzino.
Cercò , cercò , cercò .. e trovò un disco. "Prendo questo , deve essere molto bello" disse il giovane.
"Si si lo è figliolo. Gustatelo , insieme alla tua adolescenza".



Il primo anno delle superiori era finito. Fu proprio in quell'estate che Robert iniziò ad ascoltare musica.
Gli ricordava I vecchi tempi , quando era ragazzo.
Quell'estate ne aveva combinate di tutti i colori: campeggi , nottate sulla spiaggia e feste su feste.
Era nel pieno dell'adolescenza. Si sentiva il più forte del mondo. Aveva sogni , determinazione e una buona dose di ormoni.
Amava ascoltare quella musica in bus , di ritorno da scuola. Lo sguardo d'intesa con i suoi compagni di classe al solo accennare i riff di chitarra.
La colonna sonora della sua adolescenza.



"Quanto costa questo?" Chiese il ragazzo. Lo scambio avvenne. Robert ricevette i soldi e il ragazzo i ricordi.
La neve stava scendendo , triste , dolce , profumata. Si addensava sulla sua spalla , come se qualcuno lo stesse abbracciando.
Alzò lo sguardo. Un aero squarciò il cielo e lasciò dietro di se una scia rosa.
La neve stava scendendo; il tempo passava. Vide una donna lontana. Si stava avvicinando verso il banco.
Robert la fissava. Era lei! Erano passati troppi anni , ma era sempre bella come allora.
Stava arrivando. "Ciao Robert! Quanto tempo!" disse la donna. Dette uno sguardo al campo di vinili.
Le sue dolci e delicate mani finirono su un disco di un cantautore italiano.
"No tutto ma tranne quello" pensò Robert fra sé e sé.


Dicono che il primo amore non si scorda mai. Robert ricordava le sue mani , la sua bocca , le sue onde.
Era bella come nessun'altra; bella come un ciliegio in mezzo al mare.
Ricordava le sue mani e le sue carezze , delicate come la neve.
Ricordava il loro primo incontro , quando lui iniziò a balbettare dalla vergogna.
Quando lui non pensava altro che a lei. Avrebbe combattuto una guerra se solo glielo avesse chiesto.
Ricordava la fuga nel giardino dell'Eden e le corse sulla spiaggia del paradiso.


Lei stava parlando , ma Robert non riusciva a sentire. Era come sordo.
Prese il disco e se ne andò. E così come era comparsa , sparì.
Robert era distrutto. Si era presa tutto.
Dicono che il primo amore non si scorda mai , ma non per Robert.
E , con le mani piene di soldi , scoppiò a piangere.




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Opera scritta il 07/06/2017 - 16:46
Da Gabriele Salucci
Letta n.1353 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Un racconto pregno di vita e di solitudine, di tristezza e di ricordi. Difficile separarsi dalle proprie cose, dalla propria anima, dai propri sentimenti! La fine mi ha commosso, ne ho compreso l'amarezza infinita e il sensi della perdita inesorabile. :-

Patrizia Bortolini 10/06/2017 - 21:25

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