Tace questo inverno di ingratitudine
in equilibrio sulle paure.
Considero le carezze della malinconia
un penoso spreco di sangue.
Mento con la voce dell’allegrezza
mentre scavo più mansueti orizzonti.
Dal silenzio dei boschi sino al fruscio delle onde
il sole compie il suo giogo
incredulo dinanzi ai nostri travagli.
Perdiamoci nel giardino dei tigli;
cogliamo il dolce grappolo
prima che i venti
ne assaporino la carne.
Da questo naufragio
possiamo salvarci
stringendoci intorno al fuoco.
in equilibrio sulle paure.
Considero le carezze della malinconia
un penoso spreco di sangue.
Mento con la voce dell’allegrezza
mentre scavo più mansueti orizzonti.
Dal silenzio dei boschi sino al fruscio delle onde
il sole compie il suo giogo
incredulo dinanzi ai nostri travagli.
Perdiamoci nel giardino dei tigli;
cogliamo il dolce grappolo
prima che i venti
ne assaporino la carne.
Da questo naufragio
possiamo salvarci
stringendoci intorno al fuoco.

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Commenti
C'è un'atmosfera di fondo che spinge al bisogno di ritrovarsi, e forse di riconoscersi, come può esserlo "il silenzio dell'inverno" che morde con le sue malinconie; e allora "perdiamoci nel Giardino dei Tigli e stringiamoci intorno al fuoco". Una poesia stupenda Michele. Complimenti





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Per la miseria quanto è bella questa poesia caro Michele...
Un giardino che sa trasmettermi pace
e armonia..grazie per averla
condivisa con noi.
Ti abbraccio ciao caro serena notte.


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meravigliosa Michele 



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Molto bella, piaciuta tantissimo! 



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Grazie di cuore Rosi 



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Una poesia meravigliosa. Complimenti
*****




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