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Il vaso Ming

Un prezioso vaso Ming viene rotto in un banchetto di. nozze.


Lucas si presenta a casa dei Robinson alle 13 prercise ora fissata per il banchetto di nozze.
Lucilla, la cameriera, gli aperse la porta e rimase sbalordita al vederlo.
Lo so, lo, non sono stato invitato, ma sono egualmente “spiegò Lucas ‘venuto lo stesso”
L’inserviente non ebbe nemmeno il tempo di replicare che Lucas, tenendo ben fermo il pacco con il braccio sinistro, era già penetrato nell’ampio salone del pianoterra in cui, come aveva immaginato, era stato allestito il pranzo nuziale.
Il suo ingresso fece, un certo effetto, perché d’un tratto, il brusio degli oltre 50 invitati cessò come per incanto.
Cinzia, la sposa, seduta al centro del tavolo, disposto a ferro di cavallo, si alzò in piedi, indecisa sul da farsi. Ma fu questione di un attimo, perché prevalse in lei il buon senso.
“Benvenuto Lucas. Non ti aspettavamo, a dire il vero, sei un ospite gradito, accomodati” disse apparentemente gentile.
“No, non mi fermo” replicò Lucas, “sono venuto per portarti soltanto un regalo che spero tu possa gradire”.
E cosi dicendo si avviò verso il tavolo appositamente predisposto per mettere in mostra i ricchi doni della sposa.
Nell’avvicinarsi al tavolo, però Lucas in cespicò sull’antico tappeto persiano che ben conosceva e che non gli piaceva per niente e andò a sbattere su di un piedistallo di marmo sulla cui sommità c’era un favoloso vaso Ming.
Il piedistallo barcollò lievemente, quel tanto che bastò a far cadere il vaso sul pavimento e a ridurlo in mille pezzi. Lucas sperò che nessuno avesse avuto il sospetto che l’avesse fatto apposta ma, per rinforzare la credibilità della cosa, assunse un atteggiamento di costernazione profonda. “Mi spiace, non so cosa dire….” ebbe il coraggio di proferire. “Ma tu non sai cosa hai fatto, o forse non te ne rendi conto” intervenne il padre della sposa, rosso dall’ira.
Lucas sapeva bene che anche il padre di Cinzia stava recitando una commedia e pensò che lo stava facendo bene. Gli invitati non fiatavano come fossero gli spettatori di una tragedia. Tutti infatti sapevano dell’inestimabile valore del vaso e di quanto i Robinson ne andassero fieri.
“Non è successo proprio niente” affermò Lucas come se d’un tratto si fosse tolto la maschera. “Il vaso non è altro che una copia” aggiunse poi nella sorpresa generale.
E continuó : “Voi tutti sapete, e se qualcun o non lo sa. Lo comunico ora, che Cinzia è stata la mia ragazza fino a due mesi fa. Ebbene, Cinzia non soio mi ha messo al corrente che il vaso esposto era una copia, ma mi ha messo al corrente, ma mi ha regalato l’originale….in pegno del suo amore. Ed io oggi l’ho riportato. È il regalo che oggi ho portato alla sposa.
“Sei doppiamente cretino’ intervenne Cinzia. “Come puoi pensare che io ti abbia veramente regalato l’originale. Quella che ti ho dato era la copia; quello che hai stupidamente e volutamente distrutto era proprio l’originale”.
“E tu credi che io non lo sapessi? Replicò Lucas. “Tu e i tuoi genitori siete l’ostentazione della ricchezza. Di quadri e vasi e di arte in genere voi non ne capite niente. Invece, contrariamente a quanto credi sono un esperto in materia. Quanto poco mi hai conosciuto. Devi sapere che io, il cretino, durante una notte passata con te in questa, ho sostituito il vaso esposto con la copia che mi hai dato tu. Cosį il regalo che oggi ti faccio è proprio l’originale perché in questo gioco di sostituzioni quello che è stato veramente distrutto è il vaso falso.”
Ci fu un attimo di silenzio.
Cinzia si guardò attorno.
Vide l’uomo che aveva sposato, un magnate della finanza, come avevano voluto i suoi genitori, un uomo che ora se ne stava in silenzio ad osservare senza aver niente da dire. Poi guardò Lucas. Quello si che era un uomo vero, imprevedibile, sempre capace di sorprenderla, era l’uomo della sua vita e solo ora se ne stava rendendo conto.
Così andò verso Lucas, prese il vaso Ming che nel frattempo Lucas aveva messo sul piedistallo e lo scagliò con violenza contro il muro.
Tese quindi la mano a Lucas e gli disse: “Su, andiamo, cosa stiamo aspettando?”.
E nella costernazione generale si avviarono verso la porta mentre il padre e qualche altro ospite soccorrevano la padrona di casa, nel frattempo svenuta.




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Opera scritta il 06/09/2023 - 12:48
Da Adriano Martini
Letta n.623 volte.
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su 1 votanti


Commenti


Splendido e simpatico racconto!

Maria Luisa Bandiera 06/09/2023 - 12:55

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