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Il grande pero

Il grande pero era piantato nel mezzo del grande pollaio; i suoi frutti abbondanti e maturi, quando cadevano a terra, erano mangiati avidamente dalle tante galline ivi raccolte. Queste erano, per così dire, capitanate da due galli: uno più maestoso e dal piumaggio chiaro e l’altro più piccolo, rossiccio e nervoso. Tutto attorno al pollaio (che era situato sul retro della grande casa) c’erano diverse piante di cren, che al momento opportuno, venivano preparate per riempire diversi vasetti; il cren veniva ad accompagnare il bollito. Con queste pietanze veniva servita anche la “pearà”, salsa di origine veronese. Le tante uova venivano conservate nella cesta, in un luogo fresco della casa e vendute all’ambulante che veniva periodicamente nella corte. Questi commerciava in pollame e in conigli, si portava via le “graspe” quando queste avevano ancora un seppur piccolo valore. Sotto al telone aveva detersivi e mercanzia varia per la quale si spendeva ciò che si era ricavato dalla vendita delle uova. Non tutte le uova venivano vendute, tolte quelle per l’uso di casa, alcune venivano poste ad essere covate da galline che quando veniva a cessare l’attitudine alla cova, le si costringeva con bocconi di pane imbevuto nel vino e tenute poi in una stanzetta al buio. Erano messe a covare anche uova di anatra e di faraona e poi c’erano le uova donate alla chiesa. Consuetudine, usanza era che dal venticinque marzo (festa dell’annunciazione della Madonna) si cominciasse ad andare di porta in porta a chiedere uova per la chiesa, che poi venivano vendute e l’obolo ricavato era un’entrata per il parroco. Dato lo stato delle strade, ancora da asfaltare e la sporta tenuta sul manubrio della bicicletta, qualche uovo si rompeva e allora la perpetua se lo portava in cucina. Questo servizio era svolto da volenterose ragazze e donne del paese. La Teresa cominciò all’età di dodici anni, prima con la bicicletta, poi col motorino, poi con la rossa “500”; infine quando si sposò, passò il timone a sua sorella.



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Opera scritta il 06/02/2026 - 22:06
Da Ivana Piazza
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