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Io, te... e il mare

Ricordo di quando ero piccolo, le sensazioni che provavo ogni volta che osservavo il mare, ne sono sempre stato incantato, come se ne fossi sempre stato innamorato. Ricordo le notti passate sul lettino ad ascoltare le onde che sbattevano sulla riva, e ricordo che mi metteva malinconia, ma non di qualche evento passato, ma malinconia di qualcosa che doveva ancora accadere. Ricordo quanto ho fantasticato di essere steso sulla sabbia a farmi bagnare dal mare di notte con la donna che amo. Sai, ti ho detto che una parte di me è morta, ma stando al mare quei quattro cinque giorni, ho ritrovato qualcosa. Ho ritrovato delle sensazioni di benessere, di pace e tranquillità. L'unico mio problema è non poter condividere tutto questo con la mia metà. Sai quando ti dicevo di non essere più in grado di amare? Non penso più che sia così. Dentro di me qualcosa è cambiato in positivo e mi piace, nonostante nutro questo senso di solitudine che sta diventando pesante. Ora so di poter essere di nuovo in grado di aprirmi, forse anche perché ho deciso di essere diverso, forse un po' più come prima, forse un po' meno solitario, e più a mio agio con il mondo esterno. Ritornando al discorso di prima, ci ho perso le notti ad immaginare di condividere il mio amore platonico per il mare insieme a te. Da un lato ho sempre saputo dell'impossibilità della cosa, da un altro ho sempre sperato di poter stare con te sulla riva, abbracciati, in silenzio. È un po' come tutta la nostra storia, come il nostro amore. Siamo sempre stati così, divisi a metà tra il nostro mondo e quello più grande, dove c'è tutto il resto. Però ho capito che non è sbagliato sognare di stare con la propria ragazza e "fare cose da fidanzati". Perché è questo quello che vorrei, e l'ho negato per troppo tempo. Ricordo di non essere mai stato un tipo freddo, uno chiuso, solitario, apatico, disagiato e altro ancora. Ricordo che un tempo sapevo sorridere, sapevo divertirmi perché dentro di me sentivo il sapore delle emozioni. Per tanto tempo sono stato così, nero dentro, ma adesso non voglio più. Voglio tornare a vedere i colori.
Sai qual è la cosa che più mi dispiace? Che probabilmente non capirai il senso di questo messaggio, non capirai che c'è molto di me di tanto tempo fa in queste parole. E non so se ti possa far piacere o no, non so se mi considererai, non so se sentirai qualcosa.. non so nulla, tranne che volevo solo dirti ciò che sento. Forse dovrei accettare l'idea che non mi vuoi più, che non ti piace come ti voglio, che non ti piaccio io. La verità è che non ho mai capito perché mi amassi. Sono una persona che lascia amarsi da un'idea piuttosto che da un essere umano... È difficile perfino da spiegare ma sento che se il mare fosse una persona, sarebbe come me, e se io dovessi scegliere di essere qualcosa di diverso su questa terra, senza dubbio ciò che più mi affascina è l'idea di essere un immenso manto blu che ha il potere di renderti libero.
Comunque vada, piccola, resterai la persona con cui voglio condividere la mia vita e i miei amori impossibili. E se non sarà così, mi tornerai in mente ogni volta che mi ritroverò seduto in riva al mare a sognare la libertà.



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Racconto scritto il 04/09/2019 - 17:13
Da Disagio Permanente
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