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Dallo psicanalista

...più che un racconto è una piece teatrale per teatri di provincia...fondamentali i due attori, sono loro che possono fare la differenza...



« Brutto giorno, dottore... »
« Come brutto giorno...si dice buongiorno. »
« Lei forse lo può dire...ogni volta mi fa parlare un po', intasca i suoi duecento euro, e allora può ben dire anche buonanotte al secchio »
Lo psicanalista lo guarda perplesso. Il suo paziente è talmente stravolto che non ricorda più se è quello che ha perso il lavoro, o quell'altro che ha problemi con la squadra del cuore. Mah, vediamo di scoprirlo, pensa...
« Bene, vediamo di farlo dire anche a lei buonanotte al secchio »
« Con quello che mi è successo? »
« E cosa le è successo di tanto eclatante? La sua squadra del cuore ha perso di nuovo? »
« Non ho squadre del cuore...piuttosto ho un cuore a soqquadro »
Ecco, pensa lo psicanalista, allora è quell'altro che ha perso il lavoro.
« Che mi dice del lavoro? »
« Il solito. Tutto bene, guadagno in un giorno quel che guadagna lei in un mese. Altrimenti non verrei qui a buttare duecento euro »
Ah...pensa il medico, e allora chi è mai costui? Problemi d'amore, sicuramente.
« Certo, capisco...ma le lascia il tempo, il lavoro, per occuparsi dei suoi affetti? »
« Fin troppo...è quello il problema »
« Va bene, questo lo sapevo » , o meglio lo immaginavo, pensa, « ma cosa è successo di tanto eclatante? »
« Mi ha detto che non mi ama più, e questa cosa mi ha scosso al punto che ho deciso di suicidarmi »
Lo psichiatra si dà una mossa, si sistema sulla sedia e, balbettando leggermente per la sorpresa, dice, con un tono concitato che non gli è proprio:
« E quando gliel'ha detto che non l'ama più? »
« Un attimo prima che glielo dicessi io »
« Ah...bene, quindi per lei una liberazione, giusto? Non ha nemmeno dovuto fare la parte del dispiaciuto »
L'uomo lo guarda con gli occhi iniettati di sangue. Un brivido corre per la schiena dello psicanalista che, per rimediare alla gaffe, aggiunge:
« Intendevo dire che sarà contento che tutto si sia risolto, o no? »
« No... »
« Perché no? »
« Perché quell'attimo prima è bastato a farmi sentire escluso, abbandonato...mi è sembrato di impazzire dal dolore, dalla rabbia »
« La capisco... ma non è tanto grave »
« Come no...una donna che ti lascia e nemmeno si rende conto dell'ingiustizia che ha fatto nei confronti del mio amore sincero »
« Scusi, ma non ha detto che non l'amava più? »
« Non l'avrei amata più se lei mi avesse amato ancora...ma adesso che m'ha lasciato, mi sento solo, abbandonato come un cane meticcio. Quindi l'amo ancora »
« E adesso cosa intende fare? Riallacciare i rapporti? »
« No...gliel'ho già detto. Stia più attento. Voglio suicidarmi, non ricorda? »
« Ah sì; ma è assurdo »
« No, non è assurdo, voglio che lei si ricordi di me per tutta la vita »
« Ma quale vita, se lei si suicida? »
« La sua, vita »
Il dottore comincia a sudare. Si allenta il nodo della cravatta, si asciuga la fronte col fazzoletto e, nel tentativo di ritrovare il bandolo della matassa, se ne esce con una battuta che, a onor del vero, ha poco dello psicanalitico.
« Va bene, la sua vita. Ma a lei non interessa più niente della vita della sua fidanzata, o sbaglio? »
« Sbaglia, maledizione. Non ne azzecca una, oggi. Ma cosa le succede? »
« Sapesse... »
« Dica dica...sono tutt'orecchi »
« Ho saputo che mia moglie ha l'amante »
« Perbacco...di solito succede a noi pazienti, o sbaglio »
« Non sbaglia »
Il paziente si alza, si avvicina al suo psicanalista, e gli dice, con voce calma e suadente:
« Vada a sedersi sulla poltrona. Vedrà, le farà bene... »
Poi si accomoda sulla sedia dietro la scrivania, prende in mano una penna, un taccuino per gli appunti, e dice:
« Parli. Mi dica, mi racconti liberamente cosa è successo... »
« Beh, ero un po' stanco dei soliti tran tran di coppia, sempre il solito sesso, gli stessi discorsi, gli stessi film alla tv...forse l'ho trascurata »
« Capisco...fin qui normale »
« Normale un corno...anzi, le corna, quelle che mi ha fatto mangiare per cinque anni, da quel che ho saputo »
« Ha mangiato corna per cinque anni? Troppo indigeste; le consiglio un'alimentazione diversificata ».
« Oltretutto con un mio amico...anzi, un collega ».
« Ah...quindi predicate bene, ma razzolate male. Ce l'ho io il rimedio giusto per lei... »
« Il suicidio? »
« Ma no...che dice mai... le ha dato di volta il cervello? No no, niente suicidi...solo una forma casereccia del rito Finlandese »
« E sarebbe...? »
L'uomo si alza, si avvicina allo psicanalista, e gli sussurra:
« Prima parliamo di onorario »
« Duecento euro a seduta? »
« No...trecento. Le ho già detto che guadagno molto »
L'uomo, mentre sta uscendo dallo studio, si volta per l'ultima volta e aggiunge:
« Niente colpi di testa, mi raccomando...e mi telefoni, prima di mettere in atto gesti inconsulti »




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Racconto scritto il 20/03/2020 - 19:15
Da Giacomo C. Collins
Letta n.154 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Veramente ben costruito,io poi amo questo genere di ambientazioni,il paziente e il suo psichiatra e la inimmaginabile varietà di situazioni che possono nascere dalla mente umana .
Bravo davvero

Marina Lolli 26/03/2020 - 22:39

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Gulp...rileggendo il testo mi è venuto un dubbio: vuoi vedere che i lettori non conoscono Il rito delle corna d'amore Finlandese, del quale faccio cenno in questa piece?
Ho controllato nei miei post e mi sono reso conto di non aver pubblicato il relativo racconto dal titolo: Il rito delle corna d'amore. Vabbè...lo farò fra qualche giorno, così risulterà più chiaro. Un saluto e di nuovo grazie a tutti.

Giacomo C. Collins 22/03/2020 - 10:46

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Proprio divertente questo tuo racconto. In effetti si immagina facilmente la scena e sembra di essere a teatro! Ciao Giacomo

Mimmi Due 22/03/2020 - 10:45

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Molto ben scritto e di gradevole lettura....

Francesco Scolaro 22/03/2020 - 09:56

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Molto divertente.

Valeria Germani 21/03/2020 - 19:39

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Bello e divertente.

Teresa Peluso 21/03/2020 - 18:51

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Il pezzo l'ho scritto per un teatro di provincia, dove si alternano battute anche in dialetto. Il testo in quel caso è scritto in modo diverso...per esempio quel che pensa il dottore nella piece vera e propria lo faccio dire da lui rivolgendosi al pubblico...esempio:
Il dottore si alza, va verso il pubblico, e a bassa voce esclama: " ma chi sarà mai costui...proprio non me lo ricordo. Sconvolto com'è deve essere quello che tifa per la squadra che perde sempre. O sarà quello che ha perso il lvoro? mah "
Ovviamente il paziente finge di non sentire. La scena si ripete a parti invertite, quando il paziente assume le vesti dello psicanalista...esempio:
va verso il pubblico e ridendo esclama, a bassa voce per non essere sentito.
" lo conoscete il rito finlandese delle corna d'amore...ora ve lo racconto... "
Insomma, la piece teatrale vera e propria contiene anche le indicazioni per la recita...grazie a tutti.

Giacomo C. Collins 21/03/2020 - 17:50

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Tanto tanto bellino...a tu per tu...lo immagino in teatro...
grazie mi hai fatto ridere!

Grazia Giuliani 21/03/2020 - 17:38

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GIACOMO...Scambio di ruoli, be tutto sommato "mal comune mezzo gaudio".
Racconto adatto per una recita molto esilarante, scritto benissimo con una buona regia ne verrebbe uno spettacolo divertente ciao sempre bravissimo.

mirella narducci 21/03/2020 - 17:28

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Fortissimo. Davvero divertente. Quasi uno di quei dialoghi tra Don Camillo e Peppone.
Pura maestria questa

Mirko D. Mastro(Poeta) 21/03/2020 - 12:21

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Sei bravissimo con questo tuo racconto divertente, un grande!!!!

Maria Luisa Bandiera 21/03/2020 - 09:12

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Scambio di ruoli in un racconto divertente, ma che offre diversi spunti di riflessione! Buona giornata Giacomo

Anna Maria Foglia 21/03/2020 - 07:57

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Sei grande mi hai fatto ridere molto...che poi non è così assurdo, anzi!!!
Bravissimo ciao

Margherita Pisano 20/03/2020 - 21:55

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