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Aspettando Babbo Natale

"Babbo, mi racconti una favola?" - "Certo figlio mio."
"C'era una volta, in un paese lontano lontano, un paesaggio tutto bianco, ma così bianco, da abbagliare gli occhi. Era bellissimo e pieno di case gialle, azzurre, verdi: insomma ce n'erano di tutti i colori. Dalla canna fumaria di ogni casa, uscivano nuvole di fumo e nell'aria si spandeva un odore di cioccolato, zucchero, pane e biscotti. In fondo al viale, circondata da alberi con i rami coperti di candida neve, spiccava una grandissima casa, tutta dipinta di rosso. La bellissima casa era zeppa di giocattoli, confezionati dagli elfi: piccoli, ma forzuti ed energici e simpatici omini dalle orecchie appuntite. L'aiutante di Babbo Natale, aveva il compito di pulire le renne: ogni giorno spazzolava e lucidava le loro enormi corna. Di notte la città di Babbo Natale, si animava: gli elfi, che amavano tanto giocare, si divertivano a costruire pupazzi di neve (che si scioglievano puntualmente al nascere del nuovo giorno.) Anche i grandi amano giocare: lo fanno perché ritornare un po' bambini, fa tanto bene al cuore. Babbo Natale; come da tempo accadeva, anche quell'anno era in crisi: pure lui, come tutti, a volte perde la pazienza! "Il mondo è sottosopra, diceva. "Voglio provare a girarlo..." urlava. Così, nella speranza di aggiustare il mondo con tutti i suoi abitanti, aiutato dai piccoli ma forzuti elfi e dalle cornate delle renne; ogni anno Babbo Natale, provava a girare il mondo sottosopra. In realtà, il suo preciso intento era quello di creare una bella e serena atmosfera, in vista del santo Natale: in cuor suo, sperava sempre che gli uomini diventassero buoni tutto l'anno e lo rimanessero per sempre. Man mano che il tempo trascorreva, il mondo con tutti i suoi abitanti, si storceva ogni giorno un po' di più e quindi, necessitava proprio di una bella raddrizzata. Così, ogni anno, il povero Babbo, provava a rigirare il mondo, profondendo in questa operazione un grande entusiasmo. Un vero capovolgimento: i ricchi diventavano poveri e i poveri ricchi. Alcuni poveri però, mal si adattavano a vestire panni convenzionali: non sopportavano le restrizioni che la ricchezza imponeva loro e così si spogliavano degli abiti sontuosi e rimanevano nudi e a piedi scalzi; perché coi piedi liberi, potevano fare ampi voli di fantasia; impossibili da farsi con abiti e scarpe. Col mondo al contrario, i ricchi, non volendo accettare la condizione di povertà e sottomissione, cominciavano a rubare ai poveri. Molti poveri di conseguenza, si ribellavano ai ricchi e così cominciava una brutta rivoluzione. Anche il mondo animale veniva sconvolto: le galline facevano chicchirichì e i galli credendosi galline, tentavano perfino di fare le uova. "No, anche girandolo al contrario, non va bene: rimettiamolo a posto..." esclamava Babbo Natale infuriato. Renne ed elfi stremati, giù a risistemare il mondo. Ma non c'era verso: il mondo non si aggiustava mai. "Ma io sono Babbo Natale e vorrei tanto sistemarlo, questo pazzo mondo." "Non puoi." "Chi è, chi ha parlato?" "Sono io," rispondeva il Grillo parlante. "Hai agitato così tanto il mondo, che sono uscito dalla favola di Pinocchio." "Lo vedi cosa succede a voler strafare?" "Accontentati di portare i doni una volta l'anno. Non ti basta?" " E no, vorrei fare di più, ma non posso." "Ognuno fa quel che può..." aggiungeva il Grillo. "Io voglio sì regalare sogni; ma vorrei anche che tutti i sogni diventassero realtà. Vorrei un mondo senza miseria, un mondo più giusto e felice per tutti..." rispondeva Babbo Natale. Così, un elfo, il più affezionato, intenerito dall'insistenza del babbo, gli consigliò di costruire un casella postale, in cui, da tutto il mondo, da parte di grandi e piccini, sarebbero giunti tanti desideri da esaudire. Così, Babbo Natale, costruì una casetta molto graziosa e la denominò: "nobili sogni." Babbo Natale era convinto che da tutto il mondo, giungessero lettere piene di amore verso il prossimo, ma non fu così e intanto che il povero babbo andava puntualmente su tutte le furie, gli elfi continuavano ad impacchettare regali e scuotevano il capo, pensando alle bizzarrie di Babbo Natale. Da tutto il mondo arrivavano richieste di tutti i tipi. Ma sono incontentabili, sentite cosa scrivono!" Vorrei tutto quello che non ho. Io voglio più di tutti. Io voglio diventare il padrone del mondo!" Babbo Natale non riusciva a darsi pace: il suo tentativo di imprimere nell'animo umano nobili sentimenti, ancora una volta, era miseramente fallito. "Ora li sistemo io per le feste: quest'anno niente regali! "Ma babbo," diceva l'elfo saggio, "i bambini ci rimarranno male!' "E va bene, allora regali, ma non a tutti: li avrà solo chi li merita: li avranno solo i buoni!"." "Babbo, ma allora solo i più meritevoli ricevono regali?" "Questo dovrebbe essere la morale della favola figlio mio; ma purtroppo non sempre è così. Spesso vengono premiati i cattivi." "Perché?" "Non so bene: sarà forse per colpa della smania di Babbo Natale di girare il mondo." "Ma allora Babbo Natale è stupido?" "Vedi figlio mio, spesso accade che chi è troppo buono, fa tante cose stupide e i cattivi ne approfittano. Nella vita spesso, sono proprio i buoni a pagare il prezzo più alto." "Ma babbo,  non è giusto!" "In questo mondo non è giusto; ma c'è un posto dove tutto tornerà come dovrebbe essere: un mondo dove verranno premiati i giusti. Ora è presto; ma un giorno capirai." "Un'ultima cosa babbo, io sono stato buono?" "Figlio mio, anche tu come tutti gli esseri umani a volte sbagli; ma non lo fai per cattiveria: la cattiveria è tutt'altra cosa! Però sappi che la vita è una favola e il regalo più bello che tu possa ricevere ogni giorno...è la vita stessa. "Babbo, stanotte nasce Gesù?" - "Sì figlio mio, ma ora dormi; domani è Natale."



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Racconto scritto il 02/06/2021 - 19:19
Da Giovanna Balsamo
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