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Giro di vita (personaggi coinvolti e impronte)

Lui è un operaio specializzato, se non fosse per lo stipendio magro.
Da 19 anni esce con l’alba e le sue ore, nere dell’asfalto delle statali, sono fatte di pensieri e musica dall’autoradio oppure fatte di parole già dette e compromessi.
Vorrebbe fare il poeta e da qualche anno aiuta un vecchio poeta con il suo sito specializzato, anche se nei ritagli di tempo.
Più giovane e meno pratico aveva rinunciato a donne e amici per notti da scrivere e giorni neri di autostrade, di quelle che corrono dietro sogni che paradossalmente hanno trovato spesso e volentieri le famigerate porte… aperte, ma con accanto all’ingresso un cesto con dentro travestito da obolo, un balzello come sinonimo di gabella.
Lasciando stare i poetismi, proprio quando quelle strade lo avevano oramai portato a vivere magramente, d’improvviso lo condussero a lei che raccoglieva conchiglie in riva al mare e pareva sapesse sempre da che parte soffia il vento, solo guardando la sabbia. Con lei aveva di nuovo sei anni e riempiva secchielli di sogni, ed era felice. Con lei arrivò un buon lavoro e con esso una famiglia.
Pareva che la vita lo avesse disciplinato, quando qualcosa lo portò a chiedersi come fosse possibile che con lei non avessero mai ballato di notte a piedi nudi sulla sabbia. Una mattina di sole appoggiato sul mare capì che di lei lo aveva ingannato la sabbia.


Mi spiego meglio, amo mia moglie. Lei la sera mi rifocilla corpo e anima con i pensieri giusti e cenette alla Lilly e il Vagabondo nel vicolo, e sa stendermi l’anima insieme ai panni al venticello fresco quando è l’alba. Vorrei solo comprendesse che scrivo poesie per accarezzarla in quei posti dove nemmeno la sabbia la può raggiungere, invece di pensare al fastidio che può dare qualche granello tra le lenzuola al mare.
Sentitevi dunque tranquillamente e serenamente liberi di non declinare l'invito rimpianto, nostalgia, dolore e ricordo, descrizione, vanto o solo speranza, emozione, amore, delicatezza, sofferenza e libertà, perdono e gioia espressi nelle forme più disparate… siano essi sonetti, versi in rima o sciolti o brevissime liriche di venire a trovarmi nella mia impronta familiare. Termine che carinamente mi ha regalato un’amica.




(da “Dal Canavese lei resta a guardare” -14 novembre 2021)




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Racconto scritto il 15/11/2021 - 06:10
Da Mirko D. Mastro
Letta n.73 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Descrizione dolce e realistica della tuo vissuto. Stupenda dedica alla tua compagna di vita.I tuoi secchielli di sogni...di momenti magici e di sentimenti espressi nel modo migliore attraverso il tuo essere padre, marito e poeta. Un abbraccio

santa scardino 17/11/2021 - 19:07

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Piacevole racconto di ricordi familiari e noto con piacere che finalmente leggo non solo dei tuoi figli per quanto riguarda la famiglia ma anche della tua sposa nonché moglie: una figura importante che nella famiglia chiude un cerchio essenziale!
Complimenti

Maria Luisa Bandiera 15/11/2021 - 07:41

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