Nessuna compassione padre,
nessun perdono.
Mi hai lasciato sull' orlo della notte
e ho imparato
a camminare nelle tenebre.
Hai spento tutte le stelle
e ho preso a viaggiare solo
e senza orizzonte.
Hai strappato le mie radici
facendole avvizzire nelle lacrime
e ora sono vene
che mi nutrono di rabbia
e d' amore.
Hai cancellato ogni impronta
che ho lasciato per non perdermi
ma ho continuato a cercarmi
fino a ritrovarmi nell' inquietudine del mare.
Mai saro' male
che genera altro male
ma tu, padre
tu non ci sarai.
Sei oramai l'eco lontana di un sole
che si perde dietro le cime,
sei il libro delle favole
che ho riposto in fondo
al cassetto dei ricordi.
nessun perdono.
Mi hai lasciato sull' orlo della notte
e ho imparato
a camminare nelle tenebre.
Hai spento tutte le stelle
e ho preso a viaggiare solo
e senza orizzonte.
Hai strappato le mie radici
facendole avvizzire nelle lacrime
e ora sono vene
che mi nutrono di rabbia
e d' amore.
Hai cancellato ogni impronta
che ho lasciato per non perdermi
ma ho continuato a cercarmi
fino a ritrovarmi nell' inquietudine del mare.
Mai saro' male
che genera altro male
ma tu, padre
tu non ci sarai.
Sei oramai l'eco lontana di un sole
che si perde dietro le cime,
sei il libro delle favole
che ho riposto in fondo
al cassetto dei ricordi.

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Commenti
Un dolore espresso con la forza dell'amore, quella che ci aiuta a lasciare alle spalle le ferite profonde...Molto bella questa poesia


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Versi bellissimi, seppur tragici, che secondo me dicono del distacco di precedenti valori non più esaustivi, ma che predicono la ricerca di un “altro padre”. Perché non si può vivere sempre al buio e senza forti ancore. 



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