Il gatto nero
del bottino quotidiano sicuro
avanza spedito sulle reti marinare
stese dai pescatori ad asciugare.
Nulla lo turba nel procedere
incurante d’essere considerato
un portatore di sventure patentato
se lo si incrocia per caso nell’incedere.
Con la coda dritta e il portamento eretto
taglia lo sfondo del paesaggio di netto
in porzioni di cielo terra e mare
pregustando il suo macerato brodetto.
Ogni giorno compie la passeggiata rituale
e si affila le unghie nel tragitto
atteggiandosi ad atteso commensale
d’un sontuoso tavolo imbandito.
Nelle pupille guizzano lampi di pantera
ma è solo un’impressione... non vera
per non lasciarsi importunare
da scocciatori che osservano la scena.
E dopo aver consumato il lauto pasto
s’addormenta soddisfatto al sole
con occhi che sanno di vento e di foresta
che schiude appena se lo sfiori.
Non spartisce con te nessun calore
lo serba per sé nel suo bel pelo
cangiante scuro intenso
che sa di mare e di languore.
(L'immagine allegata è opera dell'autrice, "Il gatto nero", olio su tela).
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