Amare una persona, vederla andare via, morire dentro.
Occhi dentro occhi, cuore contro cuore. Loro, loro e nessun altro. Loro e nient'altro. Silenzio. Nessun rumore, nessun suono che possa interrompere la loro contemplazione, se non il lieve fruscio del vento, al di là della finestra. Non ci sta capendo più nulla, Luna, ma di una cosa è certa. Fa male. Oh, se fa male. Inspira ed espira, irregolarmente, pensando a cosa dire. Vorrebbe dirgli tante cose. Vorrebbe dirgli quant'è importante per lei. Vorrebbe chiedergli di restare. Eppure le voce non le esce dalla gola. Lo osserva, in ogni sua minuzia. Lo penetra con lo sguardo, sperando quasi che la capisca, che capisca tutto ciò cui sta pensando, come lui sa fare. Lo ama. Eccome se lo ama, ma lui deve andarsene, via, lontano da lei. Perché ogni volta che si lega a qualcuno deve andare tutto a rotoli? Perché deve starci sempre male? La sta lasciando. Sola. Di nuovo. Ancora. Si impossessano del suo cuore, lo riscaldano e poi lo stringono fra le loro mani, fino a sgretolarlo. Eppure non è mai stato così con nessuno. Ora capisce perché si dice «Mi hai spezzato il cuore.» Un dolore lancinante. La consuma, la brucia lentamente.
Hayden gli prende il viso tra le mani, scorrendo i pollici sulle sue guance, asciugandole, così, le lacrime. «Ti amo, Lù.» Lei inizia a singhiozzare, cercando al contempo di reprimersi. Non si è quasi mai mostrata debole. Ora lo è. Vulnerabile, pronta ad essere trafitta da quel dolore che presto si farà sentire ancora più forte. Non ha mai pianto davanti a nessuno, finora. Ha sempre avuto paura di mostrarsi per come è. Una donna fragile e dolce, ma che sa il fatto suo, allo stesso tempo. Ma Hayden ha imparato ad amarla, a farsi amare, a conoscerla. Ecco perché lei piange. Lui sa chi è. D'altra parte, sa che deve essere forte. Deve continuare a recitare la sua parte, deve fargli capire che ce la farà. Stringe i pugni, distogliendo lo sguardo, lottando con se stessa. Lui l'attira a sé, mettendole una mano sul capo e una sui fianchi. La avvolge completamente, facendola ancora una volta sua, facendola ancora un'ultima volta sua. A quel punto, lei non si trattiene più. Gli stringe un lembo di camicia sul petto e dà libero sfogo alla sua sofferenza. Piange come non ha fatto mai. E' come se qualcuno le stesse strappando un pezzo di lei, come se qualcuno si stesse portando via qualcuno che le appartenesse, senza cui sarebbe impensabile vivere. La sua metà. Loro, un androgino. «Ti amo anche io.» Sussurra tra le lacrime, nascondendosi. Non vuole che la veda così. Non vuole che la veda starci così male. Non vuole sentirsi inferiore a lui. Deve portare avanti fino alla fine la lotta che c'è tra di loro. Non può perdere, non può dargliela vinta.
Lui le prende il mento fra le dita, incontrando di nuovo il suo sguardo, ormai arrossato. Poi la bacia, come a sigillare il loro amore, la stringe ancora e si allontana. Ogni passo, una coltellata al petto.
Luna socchiude appena gli occhi, sprofondando lentamente nel baratro. Il loro primo bacio, le loro liti, la loro prima volta, i loro discorsi culturali, le loro coccole. Le ultime, la sera prima. Accoccolati nel suo letto, in silenzio, inspirando i loro odori. Li vede chiaramente, uno dopo l'altro, susseguirsi davanti ai suoi occhi.
E' finita. Chissà, magari un giorno si rincontreranno, o forse no. Non si sa cosa il destino serba per loro. Ciò che è certo è che, comunque vada, lei lo porterà sempre con sé. Ormai, le è entrato dentro.
[To be continued...]

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Molto brava comunque nel narrare. Coinvolgi profondamente.
Alla prossima, Federica! Ti aspetto.










