Volevo, quel giorno, fare una passeggiata per i campi. L'aria era gradevole e i primi giorni di aprile aprivano le porte alla primavera. Le viole emanavano un profumo che sarebbe stato impossibile non sentirsi rinascere... le margherite coloravano il prato e nei fossati le anatre selvatiche portavano a spasso i piccoli anatroccoli nell'acqua rimasta. Camminavo piano cercando di non lasciare passare nessuna di queste cose. Arrivato a un angolo di fosso, da lontano intravvidi un qualcosa di scuro ma non capivo cosa potesse essere. Mi avvicinai pensando fosse qualche cumulo di foglie secche portate dal vento e invece, con grande stupore, mi accorsi della presenza di un cane lupo.Accovacciato su se stesso, mi guardava con occhi di supplica e non sapevo se fidarmi e avvicinarmi o deviare il percorso. Poi, ancora con maggiore sorpresa e guardando attentamente, mi accorsi che il cane era una lei e che (non ci volevo credere)stava allattanto due gattini piccoli.Mi avvicinai piano e la accarezzai...capii che aveva fame e corsi verso casa a prendere qualcosa ma al ritorno non c'era più... non era passato tanto tempo, un'ora o poco meno...la cercai ma non la trovai, così come non trovai i gattini...Questa cosa mi fece riflettere...pensai a quante mamme abbandonano i propri figli...e invece una bestia accoglie anche quelli degli altri...mi chiesi e, da allora mi chiedo fino a dove arriverà la bestia-uomo, con tutta la sua intelligenza che non esita a mettere su un piedistallo...la vita, a volte dà sorprese piacevoli, come questa che ho vissuto e vi ho raccontato ed è bello che sia così...la strada per l'uomo è ancora lunga e abbiamo tanto da imparare... anche dalle così dette "bestie".

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