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Mia cugina Maria

.....Una grande stanza....tante sedie a rotelle e li' seduti quelli che un giorno erano stati vivi, attivi,con le loro personalita' e sopratutto con la loro dignita'....
Non c'e' piu' dignita' in quegli sguardi assenti, rassegnati, sfuggenti. Non vogliono guardare nulla, solo il vuoto interessa loro. Forse e' nel vuoto che rimane qualcosa di loro stessi.
E' questa la scena che c'è all'ospizio, dove è di casa mia cugina Maria. Lei non mi riconosce, ma per quel poco di capacità di pensare che le è rimasta, quasi non si vuol mettere allo scoperto del tutto e quando le chiedo se mi riconosce mi risponde con la sua non del tutto spenta grinta: "certamente sei una conoscente"......E pensare che è stata una figura importante nella mia vita e vederla così oggi, lascia molte perplessita' sul valore della vita: in qualunque stato, oppure sperare che una nuova dimensione, metta fine a questo doloroso spettacolo...
A che serve un cuore che batte se non è sincronizzato col cervello?!.....
Le ho detto che è Natale, ma solo per un attimo forse ha tentato di capirne il senso, ma poi' indifferente ha guardato quel vuoto che l'accompagna ormai.....
O natura, natura, perchè non rendi poi quel che prometti a lor? perche' di tanto inganni i figli tuoi?......



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Racconto scritto il 24/02/2018 - 08:59
Da Annamaria Palermo
Letta n.1296 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Molto sentito questo testo...brava.

Corrado B. 25/02/2018 - 07:46

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