Non ho più voglia di combattere...
Ho trascorso tutta la vita a combattere, combattere per vincere le avversità, combattere per difendermi da tutti coloro che avrebbero voluto vedermi vinta, combattere per far prevalere i miei diritti. Ma se sono diritti, perché a noi donne è stato difficile usufruirne?. Allora bisogna imporsi, bisogna pretendere di godere ciò che dovrebbe essere legittimamente nostro. Ed ho combattuto tanto... ed ho vinto, anche! Sì, tante volte ho vinto, ho potuto occupare il mio posto nella vita, a dispetto di tutti e di tutto, facendo prevalere l'intelligenza.
Ormai stanca, posso guardare alla vita, osservando da dietro la Cortina dei ricordi, alcuni dei quali avrei voluto dimenticare...
Invece, quando iniziano a sfilare nella mente, i ricordi belli passano velocemente; i ricordi brutti passano lentamente, quasi a voler ancora infierire sul cuore... Sì, i ricordi brutti continuano a scoccare le loro frecce avvelenate e continuano a far male.
Poi arrivano i sorrisi... e allora ti accorgi che per un sorriso sia valsa la pena soffrire, sia valsa la pena piegare la testa e sopportare...
Analizzando la mia vita, penso di essere maturata prima dei miei anni, proprio grazie al dolore, grazie a quel maestro, che mi ha dato tante lezioni, che mi ha fatto riflettere e scegliere la strada giusta.
Com'è cambiato il mondo... Sembra che oggi non ci siano sentimenti duraturi, sembra che tutto sia un gioco, che debba soddisfare la passione, non l'amore.
E la passione dura poco: ben presto viene sostituita dalla noia e dalla 'insoddisfazione.
Così le relazioni tendono a soddisfare il corpo, non l'animo. Scegliere un compagno non è più valutare i pro e i contro, non è più rendersi conto se un individuo possa interessarci per la vita e possa regalarci tante ore di felicità e dedizione. Scegliere un compagno è diventato una corsa ad ostacoli, dove vince chi arriva prima. Ci si sposa senza convinzione e, quando si devono affrontare le avversità ci si arrende e ci si divide. Addio amore! I figli quasi sempre sono destinati a vivere dividendosi tra madre e padre separati, adattandosi ad una famiglia allargata e sopportando il gioco del ping pong tra i genitori, che li adoperano come palla...
Ed ecco nascere, al giorno d'oggi, i disagi comportamentali e la stanchezza mentale di quei figli, costretti a non avere più una famiglia unita. Sì, si dice che la famiglia esiste, anche se i genitori sono separati... Ma non credo sia vero, visto il grande sviluppo degli interventi psicologici. Prima non era così, prima si cercava in ogni modo di salvare la propria unione. Certo si sacrificava a volte la propria felicità, vivendo con qualcuno che non si amava più...ma il sorriso sul viso di un bimbo, ripagava la perdita.
Io ho vissuto il disagio di essere figlia di genitori separati, ma la mia mamma non ha mai pensato di anteporre i suoi problemi affettivi ai figli.. Ed ai miei tempi, essere figli di genitori separati, significava vivere emarginato dalla società. Allora dovevi mettere in atto tutte le tue risorse e vincere le battaglie con la volontà, con il coraggio e con la saggezza.
Ed è combattendo all'ultimo sangue, che ho vinto tutte le mie battaglie, che ho imposto al destino la mia volontà, che ho guadagnato il rispetto degli altri e, perché no?, anche l'affetto e l'amore. E l'amore così temprato è stato forte, appagante, rispettoso e per sempre.
Adesso che la mia vita volge al tramonto, vorrei poter deporre l'ascia di guerra, guardare il mondo con fiducia e pensare che le mie conquiste mi hanno regalato la serenità.

Voto: | su 5 votanti |




Bello. Scritto di getto...
Complimenti Teresa e un abbraccio


Un saulto sincero.




Hai combattuto e con soddisfazione oggi puoi
affermare che le nostre vittorie sono frutto anche delle tue lotte. Una vita, un'emozione intensa









