Il Falco
Oggi, Piazza Duomo è semideserta, riesco a scorgere in lontananza una ragazza con un cane al guinzaglio, un gruppo di turisti asiatici e un anziano signore che tiene la mano al nipotino. Meglio così, adoro i posti tranquilli.
A dispetto delle previsioni meteo che indicavano un clima ventoso e fresco, la giornata, in realtà, si rileva molto soleggiata. Uff! Il giubbotto in pelle che indosso mi sta accaldando. Il problema è che non posso togliermelo.
All'improvviso, mi si materializza davanti un uomo che barcolla. È trasandato, ha gli occhi arrossati, il viso emaciato e i capelli lunghi e unti. Forse si tratta di un drogato che vuole chiedermi dei soldi.
«Scusa, hai qualcosa per me? Sto male!» esordisce "l'elegantone."
«Ehi, non sono mica un farmacista!»
«Ho bisogno di un po' di coca» continua il tossico, ignorando la mia ironia.
È evidente che mi ha preso per uno spacciatore. Adesso lo sistemo io. Abbasso la cerniera del Perfecto per lasciargli intravedere la fondina a tracolla con pistola annessa.
«Se vuoi, ho una Beretta calibro nove con quindici "stupefacenti" confetti per farti andare... in paradiso» reagisco con un tono da duro e con l'intento di spaventarlo per levarmelo dalle palle.
«Ah, quindi sei un collega?» mi domanda il tizio, sorridendo.
Dopo qualche secondo di spiazzamento, realizzo che costui è un agente di polizia della Squadra Falchi, un'unità preposta al contrasto della microcriminalità.
«A quanto pare non sai riconoscere uno sbirro, nello specifico un carabiniere da un pusher» gli dico secco.
«Mi ha ingannato il tuo chiodo.»
«Che? Il giubbotto?» esclamo quasi irritato.
«Già, un po’ troppo per un pomeriggio come questo, difatti pensavo che nascondessi la roba lì dentro. Ti saluto» conclude il pulotto, dandomi le spalle e ricominciando a ciondolare in direzione di una viuzza.
Bah, roba... da matti!
A dispetto delle previsioni meteo che indicavano un clima ventoso e fresco, la giornata, in realtà, si rileva molto soleggiata. Uff! Il giubbotto in pelle che indosso mi sta accaldando. Il problema è che non posso togliermelo.
All'improvviso, mi si materializza davanti un uomo che barcolla. È trasandato, ha gli occhi arrossati, il viso emaciato e i capelli lunghi e unti. Forse si tratta di un drogato che vuole chiedermi dei soldi.
«Scusa, hai qualcosa per me? Sto male!» esordisce "l'elegantone."
«Ehi, non sono mica un farmacista!»
«Ho bisogno di un po' di coca» continua il tossico, ignorando la mia ironia.
È evidente che mi ha preso per uno spacciatore. Adesso lo sistemo io. Abbasso la cerniera del Perfecto per lasciargli intravedere la fondina a tracolla con pistola annessa.
«Se vuoi, ho una Beretta calibro nove con quindici "stupefacenti" confetti per farti andare... in paradiso» reagisco con un tono da duro e con l'intento di spaventarlo per levarmelo dalle palle.
«Ah, quindi sei un collega?» mi domanda il tizio, sorridendo.
Dopo qualche secondo di spiazzamento, realizzo che costui è un agente di polizia della Squadra Falchi, un'unità preposta al contrasto della microcriminalità.
«A quanto pare non sai riconoscere uno sbirro, nello specifico un carabiniere da un pusher» gli dico secco.
«Mi ha ingannato il tuo chiodo.»
«Che? Il giubbotto?» esclamo quasi irritato.
«Già, un po’ troppo per un pomeriggio come questo, difatti pensavo che nascondessi la roba lì dentro. Ti saluto» conclude il pulotto, dandomi le spalle e ricominciando a ciondolare in direzione di una viuzza.
Bah, roba... da matti!

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Commenti
Un ringraziamento ad Anna, Tonino Santa e a Mary per aver letto questa pubblicazione. I vostri commenti sono gratificanti quanto gagliardi. -2
Mary L e Tonino Fadda me fate morì!
Questo racconto punta sull'ironia e sull'equivoco, si ispira grossomodo a degli eventi realmente accaduti in quanto anni fa, un mio ex commilitone che successivamente è diventato un carabiniere, mi raccontó che incappó in un Falco che non lo scambió per uno spacciatore ma bensì per un magnaccia.


Mary L e Tonino Fadda me fate morì!

Questo racconto punta sull'ironia e sull'equivoco, si ispira grossomodo a degli eventi realmente accaduti in quanto anni fa, un mio ex commilitone che successivamente è diventato un carabiniere, mi raccontó che incappó in un Falco che non lo scambió per uno spacciatore ma bensì per un magnaccia.




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Potresti fare la pubblicità, un confetto caldo e zero carie, solo il paradiso
e poi via con occhiali da sole e giubbotto









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Un finale divertente tra giubbotti di pelle, cerniera, farina bianca, confetti da far invidia ai Daygum
non ti lasciano le carie, ti fanno vedere solo il paradiso
e ne basta solo uno, quando scoppia è peggio della farina che cade
Troppo forte e bravo come sempre





Troppo forte e bravo come sempre








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Un racconto la cui firma è riconoscibilissima. Ironia, situazioni reali,ma di grande fantasia. Passi dal paradossale al quasi comico con grande bravura, tanto da tenere il lettore incollato al testo fino all'ultima parola. Bravissimo come sempre, ciao






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Quel vecchietto con il nipotino ero io in Piazza delle Grazie ho seguito con che affetto hai servito un poveraccio che stava veramente male, mi son fermato con lui al Castello Sforzesco e le ho lasciato cantare due canzoni degli anni sessanta mi ha chiesto soltanto i soldi per un panino che l'ha comprato insieme a me un gentilissimo bisognoso , tranquillo e sereno senza l'apporto della pistola, questa volta ti sei sbagliato il personaggio, succede anche ai più bravi Tonino 



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Veramente un racconto divertente, non avrei immaginato come finiva!! Troppo forte! Sempre bravissimo nello scrivere!! 



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