La campana di vetro refrattario
Ogni sera in ogni parte del mondo s’ode la delicatezza di poche, semplici parole pronunciate da diversa sembianza ma lo stesso volto dai lineamenti morbidi e labbra sottili.
Torna tutte le notti, triste e felice, racchiuso nei sogni.
L’uomo col cappello sulla seggiola spaiata accanto al letto, si alza e vorrebbe scrivere ma l’inchiostro si fa macchia, torcia rovesciata sul foglio
quell’aria decadente che ha il suicidio da sempre accompagna scrittori e poeti che tendono a essere persone particolarmente volubili, iperestetiche e vulnerabili. Individui che si nutrono della propria sensibilità per creare storie che commuovano
Annusasti tra pane
e burro due gigli,
tazze di latte
quei tuoi figli.
Guardandoti ancora
una volta d’attorno
sentisti dilatar pensieri
al pari del pane sforno
(Strappi 2/5)
in calce “Morire è un'arte, come qualsiasi altra cosa. Ci riesco particolarmente bene” – Sylvia Plath
Nota: poetessa e scrittrice statunitense, nacque a Boston nel 1932 e insieme a Anne Sexton furono le maggiori esponenti femminili della poesia confessionale.
Nell’inverno del 1963 mentre dalla finestra aperta della camera dei suoi bambini il profumo di pane e di burro si confondeva con le tinte dell’alba, nell’altra stanza l’autrice di The Collected Poems si accompagnò alla Signora in Nero.
Per questa sua opera nel 1982 Sylvia Plath divenne la prima poetessa a vincere dopo la morte il Premio Pulitzer per la poesia

Voto: | su 2 votanti |
La morte è come la vita
è già dentro di noi,
prima l'essenza vitale,
poi lascerà il suo passo
alla morte,
una cosa alla volta.
Sei bravissimo, un vero poeta che scandaglia ogni centimetro dell'animo umano.





