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UN NARRATORE INATTENDIBILE

Le istruzioni sono:

Scrivete una storia in cui il narratore è inattendibile (può essere un folle, un bambino appena nato, un animale che racconta delle sue tribolazioni per vivere, un adolescente che critica i genitori, una persona morta in un incidente che spiega le cause e via dicendo). Scatenate la vostra fantasia.


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Il mio nome non è nessuno

Al di là dell’eremo sono convinti che io non esista.
Il fatto stesso che io sia avaro di parole, non vuole certo dire che io sia privo d’identità e dunque non esista.
Premetto che l’attuale mia situazione è stata, e continua ad essere libera ed arbitraria.
Sollecitato nel modo più appropriato, avrei forse potuto avere un qualche scatto d’impazienza, e magari mi sarei lasciato partorire. Nel caso, si sa, avrei dovuto praticamente sgomitare per farmi largo fra l’orda barbarica, ma per uno come me non avvezzo alla confusione: che oltretutto rischiava di perdersi è stato preferibile rimandare.
Non crediate voi nati, che ciò mi abbia danneggiato. Anche qui esiste una gerarchia e io con un po’ d’arguzia mi sono bene accomodato.
Nella mia lunga esistenza ho assistito a troppi parti gemellari non andati a buon fine e anche a qualche aborto spontaneo. Qualcuno dopo aver preso la decisione di andare si è poi tirato indietro rimangiandosi la parola data.
Qui è tutto un via vai. Resistono solamente i nostalgici. Nelle loro riunioni non fanno altro che mettere in discussione il se e il forse. Parlano di intuito: desiderio, sesso e frenesia; dell’essere e non essere. Insomma, per dirla facile, facile, si pongono domande del tipo:
“è nato prima l’uovo o la gallina?”
A detta loro, per aver rifiutato di nascere sarei un riottoso, un ribaltino che ama mettere zizzania fra i più giovani fomentando la rivolta.
Io insisto nel definirmi un sognatore. Uno dall’animo poetico che ama andare alla ricerca di spiriti elevati: “ vedi l’anima così misteriosa e affascinante, e perché no, lo stesso Dio con il suo inferno, purgatorio e paradiso. ”
Nella mia verde oasi ho creato uno spazio di contemplazione, dove trascorro le mie giornate in serenità, e poco o niente mi lascio sedurre dalle scorribande notturne dei più giovani e dalla fucina da dove avverto arrivare sempre un gran fermento.
Detto ciò. Oggi sono stato alquanto loquace: e non mi si venga più a dire, che non esisto solo perché fuori dalla mente… sono un pensiero mai nato.



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Scrittura creativa scritta il 20/03/2015 - 12:58
Da Claretta Frau
Letta n.1354 volte.
Voto:
su 10 votanti


Commenti


bellissimo racconto,e lo sento mio.Un grande abbraccio Claretta

Anna Rossi 21/03/2015 - 19:19

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Profondità di pensiero di ciò che non è e che sarebbe potuto essere ma, in quanto anch'esso ente, o in atto o in potenza, pari dignità ha nell'esistenza umana.

Giancarlo Gravili 20/03/2015 - 21:55

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UN PREGNO DI CONSIDERAZIONI DA CARPIRE... ELOGIABILE COMPOSTO CREATIVO...

Rocco Michele LETTINI 20/03/2015 - 17:46

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I pensieri mai nati...
quanto bisogno s'ha di quei benedetti!
Il mio voto è molto buono!

Maria Valentina Mancosu 20/03/2015 - 16:05

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