Sulla terrazza della mia vecchia casa,
un dì adorna di profumati fiori,
ondulati dalla brezza dolcemente,
quell'aroma ora non c'è più.
Nella stagione estiva,all'imbrunire,
io e mia madre ci sediamo lì,
sulla terrazza oggidì sfiorita,
come il viso e la chioma della stessa,
su cui la brezza or non spira più.
La favella è debole e la tristezza incalza
i nostri cuori che parlano con gli occhi,
forieri antichi dell'unica certezza,
mentre il vento ulula impetuoso.
Or stanca,col bastone in mano,
la fronte solcata dalle rughe,
ma col volto sempre sorridente,
mi narra con nostalgia i suoi ricordi:
le gioie e le pene,che nel silenzio un dì
ripartì in pace con mio padre.
"Or voglio riposarmi".Infin mi dice:
"Guarda! Il vento piega gli alberi lontano
e le antenne vacillano sui tetti.
Mi giunge solo il ricordo della brezza
e degli effluvi aromatici dei fiori.
La mia giovinezza culla la vecchiaia,
cantandole le gioie di quegli anni;
ma or che la brezza più non spira,
il vento spazza anche i miei ricordi,
lasciandomi solo in cuore la tristezza.
La vecchia notte ormai mi giace accanto,
fioche vedo le stelle e pur la luna;
vivo contenta pur se il cielo imbruna,
io credo in Dio e ciò vuol dire tanto".
Così parlando ed alzandosi a fatica
riprende il bastone,suo compagno,
e,accompagnandomi lentamente all'uscio,
mi saluta,dicendomi: "A domani".
Gino Ragusa Di Romano
Dal mio libro - ACCENTI D'AMORE E DI SDEGNO -
Pellegrini Editore - Cosenza 2004
un dì adorna di profumati fiori,
ondulati dalla brezza dolcemente,
quell'aroma ora non c'è più.
Nella stagione estiva,all'imbrunire,
io e mia madre ci sediamo lì,
sulla terrazza oggidì sfiorita,
come il viso e la chioma della stessa,
su cui la brezza or non spira più.
La favella è debole e la tristezza incalza
i nostri cuori che parlano con gli occhi,
forieri antichi dell'unica certezza,
mentre il vento ulula impetuoso.
Or stanca,col bastone in mano,
la fronte solcata dalle rughe,
ma col volto sempre sorridente,
mi narra con nostalgia i suoi ricordi:
le gioie e le pene,che nel silenzio un dì
ripartì in pace con mio padre.
"Or voglio riposarmi".Infin mi dice:
"Guarda! Il vento piega gli alberi lontano
e le antenne vacillano sui tetti.
Mi giunge solo il ricordo della brezza
e degli effluvi aromatici dei fiori.
La mia giovinezza culla la vecchiaia,
cantandole le gioie di quegli anni;
ma or che la brezza più non spira,
il vento spazza anche i miei ricordi,
lasciandomi solo in cuore la tristezza.
La vecchia notte ormai mi giace accanto,
fioche vedo le stelle e pur la luna;
vivo contenta pur se il cielo imbruna,
io credo in Dio e ciò vuol dire tanto".
Così parlando ed alzandosi a fatica
riprende il bastone,suo compagno,
e,accompagnandomi lentamente all'uscio,
mi saluta,dicendomi: "A domani".
Gino Ragusa Di Romano
Dal mio libro - ACCENTI D'AMORE E DI SDEGNO -
Pellegrini Editore - Cosenza 2004

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Commenti
Se attraverso i miei versi, gentili poeti, ho potuto offrirvi un'emozione, significa che la mia penna ha descritto bene i moti dell'anima e dei sensi. Grazie ed un applauso ai vostri componimenti.


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Bellissima poesia, intrisa di pure emozioni e di dolcezza infinita!!!!!
Lodi infinite

Lodi infinite





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BELLISSIMA POESIA!!!!!!!!!
Intrisa di puri sentimenti,
lodi infinite!!!!!!

Intrisa di puri sentimenti,
lodi infinite!!!!!!





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Intrisa di malinconia e nostalgia, bellissima nella forma. Complimenti. Ciaooo 



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Bella,nella sua malinconia riesco a percepire il grande amore di un figlio per la propria madre 



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E' molto bella ed estremamente nostalgica!
Bravo Gino!
Ciao Elisa
Bravo Gino!
Ciao Elisa



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