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La PIAZZA

La piazza
di una volta era
per feste
e per passeggio,
era per comizi
e bandiere,
era la piazza
che tanti
si incontravano
per i mille
e più problemi
o per un bicchiere
al bar da offrire
per dimenticare
e all'alba ripartire.


Ci si scambiava
un po’ di tutto,
ci si aiutava
a cuore aperto,
la parola
e una stretta di mano
valeva più
di un contratto in nero.


E quella piazza
era ogni sera piena
di datori di lavoro
e lavoratori,


Oggi quella piazza
non è più
piazza d'incontri,
nè per passeggio
e né per lavoratori
ma è una piazza
di scontro
e non più d'incontro.


E più volte
si torna al passato
su quella piazza
di feste e lavoro,
ma è tutto un sogno
indietro non si torna.




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Opera scritta il 12/06/2015 - 23:52
Da Aldo Messina
Letta n.1490 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Condivido davvero la stessa riflessione! Rimane profondamente nostalgico, pur se reale, pensare che i bei momenti passati non potranno mai ritornare in un luogo di ritrovo, assai antico. Oserei definire la piazza un urbano ambiente familiare che ci sfascia di ricordi su di una vecchia quotidianità popolare. Testo piaciuto per stesura ed apprezzato nel contenuto.

Arcangelo Galante 17/06/2015 - 12:55

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quanta verita nelle tue parole
oggi speeso la piazza e' luogo di scontro e non d'incontro
spero che quanto hai scritto faccia meditare molte persone
buona domenica
mauro

MAURO MONTALTO 13/06/2015 - 17:24

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Stavamo meglio quando stavamo peggio. Quanta verità in questi tuoi amabili e sentiti versi.

luciano rosario capaldo 13/06/2015 - 15:51

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