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Il gigante buono

Mi ricordo'
il gigante buono
ma aveva il passo
claudicante
e mi chiese perdono,
non mi voleva importunare,
ma era propio con me
che voleva parlare.
Con quelle mani enormi,
ruvide e callose,
sfioro' le mie,
porgendomi due rose.
"Covo amore per lei"
mi disse
con voce suadente
"ma se non vuole,
faccia finta
che non abbia
detto niente".
Io non lo corrisposi
ma gli saro'
per sempre grata,
perche' in quel freddo
giorno d' inverno
io mi sentii davvero
amata



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Opera scritta il 29/06/2015 - 13:30
Da Maria Carla Pellegrini
Letta n.1540 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Ciao M.Carla sai mi ricordo che da bambina fui ricoverata per l'appendice, nel reparto accanto vidi un'uomo che soffriva di gigantismio, ti dirò non mi fece paura, anzi il suo sguardo mi sembrò tanto tenero, che trovai il modo per dagli la mano, e ricordo bene il suo sorriso, quando dolcemente prese la mia piccolissima mano...che bel ricordo che mi hai regalato..grazie.. Mi è piaciuta molto questa tua dedica.. Ciao cara e dolce notte.

Maria Cimino 29/06/2015 - 23:41

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Che tenerezza... nel gigante buono... Versi elogiabili... per il loro adorabile corredo...

Rocco Michele LETTINI 29/06/2015 - 15:35

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Un dolce e commovente ricordo di quel "gigante buono", espresso con teneri versi. Un gesto d'amore offerto spontaneamente con due rose, contenute in mani "ruvide e callose", che, pur se non corrisposto, ha lasciato una traccia indelebile nel cuore dell'autrice. Testo gradevolmente apprezzato.

Arcangelo Galante 29/06/2015 - 15:04

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