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L'INDIFFERENZA

L'alveo terreno
Divenne culla del sangue di rosa
E delle impiccagioni della purezza
Sconfinando nel mare ubriaco di luna
Nel pieno di un silenzio irreale


I tetti d'ardesia pizzicarono d'autunno
E gli odori scorrazzarono nell'aria
Inseguiti dai bimbi scarni
Dalle vesti troppo grandi
E rattoppate ovunque


Sulle torri di vedetta
I soldati
Camuffarono in emissari di sgomento
Quando il dramma l'avvertirono schietto


Ammassarono le voci
In un gorgo che man mano si dilatava
Sradicandone il senso delle parole
E recidendo la compostezza
Ormai condotta al totale disarmo


Nella nave ancorata al porto
La razzia di donne e averi
Consumò in un attimo
E i briganti prepararono l'imbarco
Osteggiati solo dalla loro impazienza




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Opera scritta il 26/08/2016 - 19:11
Da Mirko Faes
Letta n.1362 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Vi ringrazio.Sono tornato dopo un lungo periodo di assenza.Spero di essere più partecipe in questo sito

Mirko Faes 27/08/2016 - 13:01

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la bellezza della poesia mischiata alla tua tristezza

POETA DELL'AMORE LUPO DELL'AMI 27/08/2016 - 12:02

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Molto bella
Complimenti sinceri
Nadia
5*

Nadia Sonzini 26/08/2016 - 22:06

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Sublime
Tristemente sublime

laisa azzurra 26/08/2016 - 21:07

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