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IL MAESTRO

Tra le sabbie mobili della stanza
guardo il nulla, ne ho abbastanza
di questa nube nera e infinita
che ghigna beffarda scansando la vita


Incatenate dalla testa mia
son le dite che ferme stanno
con la voglia di fuggire via
dagli strumenti che silenzio fanno


Poi però Dio muove una mano
di colpo un'anima invade il piano
lanciando note, colpendo me
con dardi di Bach e di Chopin


Mentre l'Eterno batte un piede
l'arco varca la sua custodia
all'inferno regala la sete
e al violino la sua storia


Ecco, soffia la bocca del Signore
partono venti, spolverano il cuore
e anche quella vecchia chitarra
che ringiovanita la Spagna narra


D'affetto l'immenso tossisce
via il cappotto e anche la sciarpa
da montagna di cose miste
risuona di cielo la cara arpa.


Infine il mio Dio corruga la fronte
la stanza è invasa da musica forte
ma un acuto si sente lontano
e la voce di lei che canta il mio brano.




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Opera scritta il 17/02/2018 - 16:30
Da Damiano Gasperini
Letta n.1308 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Bella, bravo.

giovanni benvenuto vavassori 17/02/2018 - 18:04

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Bella 5 *

francesco cau 2 17/02/2018 - 16:59

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