Si chiamano giochi e li giochiamo tutti.
"Cosa caratterizza un gioco?" Mi chiedeva una persona che sapeva il fatto suo.
"Non so, il divertimento?" Risposi.
Sorrise
"No. Le regole!
È un gioco tutto ciò che ha delle regole."
Anche Eric Berne nella sua Analisi Transazionale me ne ha dato, in futuro, una conferma.
E quindi la vita, che ha le sue regole, se viene vissuta in società si trasforma anch'essa in gioco.
"Eh si ma la vita è una cosa seria!" potrebbero sottolinearmi.
"Perché il gioco no?"
Ogni anno i giochi di potere mietono milioni di vittime. Discriminazioni, guerre, femminicidio, mobbing.
Mi addormento con questo pensiero e sogno.
Ci sono dei bambini che giocano alla guerra!
Io mi incanto ad osservarli.
Uno corre da un albero all'altro.
"Pam pam" spara a due mani.
Ha gli occhi vivaci e viene smitragliato dalle dita puntate in lontananza di un altro che con la lingua che batte contro i denti pronuncia "trrrrr trrrrrrr" e imita il rumore di un Kalashnikov.
Lui se ne accorge e con grande onestà intellettuale cade a terra con un sorriso divertito.... "Ahhhhhh mi hai colpito."
Un altro esce dall'albero vicino.
"Ti salvo io." Lo tira su,
Zompettano dietro ad una quercia e finge di suturarlo.
"Ecco sei guarito andiamo."
Ma è metà pomeriggio ormai e corrono insieme a fare merenda.
E allora intuisco il motivo per cui non ci accorgiamo delle nostre grottesche e perverse dinamiche di gioco che poi sfociano nella violenza di ogni genere.
"Cosa caratterizza un gioco?" Mi chiedeva una persona che sapeva il fatto suo.
"Non so, il divertimento?" Risposi.
Sorrise
"No. Le regole!
È un gioco tutto ciò che ha delle regole."
Anche Eric Berne nella sua Analisi Transazionale me ne ha dato, in futuro, una conferma.
E quindi la vita, che ha le sue regole, se viene vissuta in società si trasforma anch'essa in gioco.
"Eh si ma la vita è una cosa seria!" potrebbero sottolinearmi.
"Perché il gioco no?"
Ogni anno i giochi di potere mietono milioni di vittime. Discriminazioni, guerre, femminicidio, mobbing.
Mi addormento con questo pensiero e sogno.
Ci sono dei bambini che giocano alla guerra!
Io mi incanto ad osservarli.
Uno corre da un albero all'altro.
"Pam pam" spara a due mani.
Ha gli occhi vivaci e viene smitragliato dalle dita puntate in lontananza di un altro che con la lingua che batte contro i denti pronuncia "trrrrr trrrrrrr" e imita il rumore di un Kalashnikov.
Lui se ne accorge e con grande onestà intellettuale cade a terra con un sorriso divertito.... "Ahhhhhh mi hai colpito."
Un altro esce dall'albero vicino.
"Ti salvo io." Lo tira su,
Zompettano dietro ad una quercia e finge di suturarlo.
"Ecco sei guarito andiamo."
Ma è metà pomeriggio ormai e corrono insieme a fare merenda.
E allora intuisco il motivo per cui non ci accorgiamo delle nostre grottesche e perverse dinamiche di gioco che poi sfociano nella violenza di ogni genere.
Ma perché noi adulti non facciamo più la merenda insieme?
Mf

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Commenti
Le regole, quali?
Quelle imposte dall'uomo o dalla natura???
Sai, Michele, quando di cresce, si perde quel senso di universalità, di "per sempre vivi", che caratterizza la vita dell'irresponsabile, non per scelta, ma per inesperienza ...
Ecco, se fossimo tutti un pochino meno responsabili, ci accorgeremo di quanto è meraviglioso ogni attimo di irriverenza, ogni attimo in cui non siamo noi, ma sono io che scelgo te
Quelle imposte dall'uomo o dalla natura???
Sai, Michele, quando di cresce, si perde quel senso di universalità, di "per sempre vivi", che caratterizza la vita dell'irresponsabile, non per scelta, ma per inesperienza ...
Ecco, se fossimo tutti un pochino meno responsabili, ci accorgeremo di quanto è meraviglioso ogni attimo di irriverenza, ogni attimo in cui non siamo noi, ma sono io che scelgo te


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I giochi dei bimbi sanno essere innocenti come loro, ricordiamoci solo che loro imitano i grandi e credo che sia da qui che scaturisce la domanda dell'autore: "ma perché noi adulti non facciamo più merenda insieme?" 



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Condivido il senso di questo racconto che trovo interessante dal punto di vista sociologico e filosofico. Splendida la descrizione del gioco dei maschietti. 



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