A Tito ( ma anche Tappo, Mimmo e Mimma, gli amici felini di una vita...)
A Tito
Si parla delle proprie pene
per sbarazzarsene a poco prezzo
perciò non resta che poco da dire.
Te ne sei andato senza più un gesto
incapace anche di un piccolo verso
perfetto solo il tuo corpicino morbido.
In solitudine, libero il mio dolore
costretto nelle sbarre della festa.
Lo sento acuto e insopportabile
come qualcosa che non potrà andarsene
in fretta o forse mai.
Oggi mi concedo la tristezza della tua assenza
che sale da dentro al viso liberandosi onesta
nel rigarmi il volto di lacrime.
E penso a quanto sia complicata la sincerità
dell'anima, anche se ci appartiene
quando un grande dolore
non si utilizza a nessun pretesto
ma resta testimonianza, sola e sofferta,
di una piccola occasione di vita.

Da Manù Cora
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Commenti
bella poesia


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È successo anche a me tempo fa, quindi ti capisco, comunque sì, il dolore passerà...Una dedica ben scritta








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prima o poi vedrai che sparirà il dolore per Tito. Te lo auguro perché anch'io ho provato dolore per la morte di alcuni miei gatti ai quali ero molto affezionato. Carina la poesia. 



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