Come un soffio leggero fra le foglie
la mia parola scorra e t'accarezzi
le guance screpolate dalle doglie
e levighi la tua ragione in pezzi.
la mia parola scorra e t'accarezzi
le guance screpolate dalle doglie
e levighi la tua ragione in pezzi.
Al verso, all'insaziabile coscienza
è caro il consolare chi comprende
la sofferenza greve, l'impotenza
di chi nel rigettato amor si spende
o ancora nella sete di progresso,
d'un quieto viver. Dona le tue pene
a penna e cuor: nel lacrimar soppresso
affogherà chi a lungo si contiene.
Di questo canto: di quell'improperio
sfuggito, di quel pugno mai fermato,
d'un futuro rimasto al desiderio
e di quel bacio che non è mai stato.

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Commenti
PREGEVOLI ENDECASILLABI IN RIMA ALTERNATA CHE FOTOGRAFANO FEDELMENTE IL TUO PENSIERO DI UNO SCORRERE ANCORA FANGOSO...













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Bella nella consapevolezza della sua sostanza. Ciao 



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Molto bella Alessandro nel suo aspetto più intimo del contenuto!


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Bellissimi versi ,complimenti







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una meraviglia complimenti... 



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E' inutile che ti dica che sei bravissimo, Alessandro... lo sai!
Le tue poesie in rima, è la tua specialità!
Molto bella e significativa.

Le tue poesie in rima, è la tua specialità!
Molto bella e significativa.



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Il tuo rimare sorprende,
e ancor più il senso che la poesia comprende.
Sei molto bravo

e ancor più il senso che la poesia comprende.
Sei molto bravo




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