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Ode alla Primavera

Ribolle nel meriggio
il sol
al grazioso arpeggio
di un usignuol.
Sulle pendici
da lontano
nivei ruscelli
gorgogliano
di verde tingendo
gli ultimi pigri
e pallidi acervi
del tempo che fu.
Oh Primavera,
suadente messaggera,
dai rinnovata speranza
e dissolvi ogni malacreanza!
Ravviva i colori
sui tanti fiori,
acché suonino
leggiadre arie
e rallegrino i monti
addolcendone i contorni.
Possa tu dunque,
col sorriso,
riscattar
il greve e indeciso
ruminar
in letarghi
che l’incanto di una vita
posson annebbiar.



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Poesia scritta il 13/03/2018 - 23:13
Da Riccardo Piunti
Letta n.142 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


bella

Francesco Cau 14/03/2018 - 16:14

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