L’inverno è arrivato
come tutte le cose che devono accadere
e si completano
con il sussurro della tramontana
e i giorni della neve.
I primi fiocchi sono carezze
per gli occhi, e i fili d’erba,
sotto la coperta grigia
che ricopre il cielo.
come tutte le cose che devono accadere
e si completano
con il sussurro della tramontana
e i giorni della neve.
I primi fiocchi sono carezze
per gli occhi, e i fili d’erba,
sotto la coperta grigia
che ricopre il cielo.
E ora… lo senti il canto del lupo?
Non è forse questo il suono più profondo
e malinconico dell’universo?
Io, che della malinconia ho scritto,
non voglio temere, ma solo ascoltare,
la natura che mi ha sempre atteso
e mai abbandonato.
Possiamo sognare, rinascere,
e amare ancora,
se siamo capaci di comprendere
che non c’è nulla, la fuori,
che non sia stato disegnato
anche per noi.
Io sto andando…
ma prima di ritornare
vorrei vedere, almeno per un po’,
nella neve
le mie orme sparire.

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Commenti
Molto bella ed evocativa.


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Molto bella ed evocativa.


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Splendida poesia, dal richiamo ancestrale del lupo ci riconduce alla nostra essenza...
Buon anno Francesco
Buon anno Francesco


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Ancestrale, onirica, positiva.


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Sempre belle caratteristiche e poetiche le tue opere.Buon anno Francesco.


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Bellissima, delicata. Si fa sentire! 



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Bravissimo Francesco, questa poesia è delicata e impalpabile come la neve...! 



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Possiamo sognare, si...e la tua poesia mi aiuta. Buon anno nuovo Francesco Gentile! 



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