Endorfine o delle cose felici
hanno miniere d'oro e di ferro
dormienti sui versanti
nervature di erbe eduli o solo belle
ludiche pedalate lungo sentieri, ricordi
biglietti del Prado come gerani selvatici
tra i libri -quanto sostare davanti a Las Meninas
e scoprire che è più enigmatico e irriverente
dello stesso cuore.
Questi giorni si prefiggono futuri
percorsi dietro -meglio dentro- auto d'epoca
sotto il Gruppo Sella e viste sul Sasso Lungo
come masso di salamandra mimetica,
giorni che sorridono con ironia
protratta e maliziosetta dei soliti amici,
canticchiano canzoni di Bocelli
con me e l'usignolo giapponese,
aspettano un nuovo cucciolo di border.
Questi giorni sanno di baci
ufficiali pieni rotondi e di carezze
ufficiose lunghe, mani d'esteta
parole al limite dello sbalestramento
in precipizio d'amore già esperito,
questi giorni mi perdono
ritrovano, mi conoscono
meditazioni in organza e cambi stagionali
amare due uomini contemporaneamente
innaffiare le calancole rosse da anni
le begonie dragon ancora più rosso vivo
il mio cuore tentare di potare, ma inutilmente.
Scrivo solo di cose felici in giorni come questi
perché le vivo, mi scorrono nelle vene
e nell'inchiostro che spreco poetando.
Le vivo e le scrivo
-non so fino a quando.

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