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Buongiorno maestro

L'attimo che lo incontri
riavvolgi il nastro
torni bambino.
Muovi il ricordo
ancor prima
del saluto.
La stanza bianca
le ampie vetrate
e l'attaccapanni
di legno vero
é antica cornice
alla formica verde
dei banchi.
Senti odore
di gesso e cimosa
e del lapis quasi finito
senza aver capito
perché non si é appuntato.
Quando lo incontri
con capelli bianchi
e fare ricurvo
sempre riconosci.
Ti fermi
e non ha importanza
quello che
il film per te
ha scelto recitar parte.
Puoi essere ora
il promesso ingegnere
o l'avvocato
che arringa giá allora prometteva
ha concesso ora
gloria
o Il giornalista
che vá di fretta
o ancora l'operaio
che fiero
sfoggia dettagli
del suo lavoro
o ancora
puoi essere chi
come allora siede
nell'ultima fila
mentre lui diceva
vieni avanti
ci son posti liberi.
Non importa chi sei adesso
Quando lo incontri
per strada lo fermi
e ti fermi
E la prima cosa
che dirai sará sempre
la stessa di allora
Buongiorno Maestro.



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Poesia scritta il 15/11/2020 - 21:10
Da Piccolo Fiore
Letta n.977 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Bellissimo ricordo

Marianna S 17/11/2020 - 10:21

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Molto dolce il ricordo dei vecchi banchi di scuola dove tutto appariva perfetto anche se non lo era... ci si accontentava di poco e il maestro aveva sempre un fascino particolare.

Anna Rossi 16/11/2020 - 06:18

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