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Giulia

Giulia


Eran due nell'angolo oscuro ,il giardin non era
gentile di rose adorno, inver ruvido e spino .
Cielo plumbeo ne sole ne vento,
maggio era lontano dal tristo convento .
L 'aroma di pianta in fior languiva puteva del
marcio d'intorno.
Dolce fanciulla di giovanil passo ,
perché tanto ti rovini in cotal sasso ?
Gli occhi lacrimosi e bassi oscuravan il glauco sguardo tant 'e che pur l 'erba si fe più bassa ,smunta
Al petto stringeva un pargoletto alla vita non gridava schietto ne alla poppa era diretto ,
ma lasso muto e di poi fiacco .
Fanciullino dolce e caro perché le pugna non levi al ciel che per amor in terra ti ha donato ?
Non un vagito ,un lamento ma vita umiliata
offesa!
Quel tristo duetto nello sconosciuto lembo
a lacrimar Acli tutta la folla ingaggia.
Da TRrento a capo Boeo un singulto si leva
scoloriti visi a cotanto scempio.
Amor malato
falso e maledetto, questo rechi
nel petto di chi dono' sangue anima
a sposa e suo genito?
Follia! madre d 'ogni difetto ,
tanto hai il suo pensier infetto ,
che per trappola e dispetto
al suo amor non bacio ma ferro ha offerto.
Or la terra ha già il ventre aperto per man si tengono nell'antro nero .
Non ve più vento pioggia o freddo
non piu primavera e prima rondine
Inver solo silenzio.
Ricordo di colei tanto calda di sogni pregna
contava i di' d esser puerpera.
Il disio si scioglie come il sangue lascia la vena
Risona nel.petto un unica lena,
quel dolce sussurro d' esser madre
da mane a sera .


Corrado cioci




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Poesia scritta il 07/06/2023 - 07:17
Da corrado cioci
Letta n.330 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Non ci sono parole solo bravo.

Zio Frank Storie del gufo 07/06/2023 - 18:50

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