Pecchio non può fare a meno
Pecchio non può fare a meno, ogni giorno, di domandarsi chi abbia visto i suoi amici di un tempo che, oggi, purtroppo, sente di non avere più.
Non ha più i suoi compagni di classe e di scuola la cui amicizia nei suoi riguardi è rimasta circoscritta, sempre, tra le quattro mura reali degli edifici scolastici e tra le quattro mura virtuali dell'orario scolastico e dei tredici anni in cui codesto si è dipanato.
Non ha più, inoltre, alcuni compagni di classe poiché, nel frattempo, purtroppo, sono defunti.
Non ha più alcuni amici poiché, nel frattempo, sono andati a vivere altrove.
Non ha più alcuni amici la cui amicizia nei suoi riguardi e rimasta circoscritta, sempre, tra le quattro mura della chiesa-edificio, dove ha partecipato, insieme a loro, alle varie attività parrocchiali (Catechismo ai bambini ed ai ragazzi, riunioni coi suoi colleghi Ministri Straordinari dell'Eucaristia, coi suoi colleghi Catechisti e coi suoi colleghi del Consiglio Pastorale Parrocchiale dove è stato membro eletto dal popolo).
Non ha più alcuni amici la cui amicizia nei suoi riguardi si è conclusa con la celebrazione del loro Matrimonio-Sacramento o del loro matrimonio civile.
Non ha più alcuni amici la cui amicizia nei suoi riguardi si è conclusa con la nascita dei figli.
Gli sembra, tragicamente, ironico che alla nascita di un figlio corrisponda l'aborto di un'amicizia.
Non ha più alcuni amici la cui amicizia nei suoi riguardi si è conclusa con l'inizio, per loro, di un'attività lavorativa o di un impegno, benché lodevole, di volontariato nell'ambito del sociale.
Non ha che alcuni amici (e fa fatica a considerarli tali) con cui non condivide che alcuni impegni associativi come Assemblee dei Soci, Pranzi Sociali e Cene Sociali.
Non ha che alcuni amici lontani con cui non ha che un bellissimo rapporto epistolare.
Non ha, addirittura, che degli amici che gli fanno capire di doversi rassegnare con loro a non avere che un rapporto epistolare a distanza od un rapporto diretto (poiché frequentano,quotidianamente, l'Ufficio dove Pecchio ha il suo Inserimento Terapeutico), ma limitato a educati e gentili:"Buongiorno, Buonasera, Buonanotte" e, quando va, apparentemente, un po' meglio "Buon appetito" e nulla più.
E', apparentemente, bella la condivisione del cibo con gli amici, ma se il tavolo, il piatto ed il cibo diventano dei novelli Muri di Berlino e delle novelle Cortine di Ferro per impedire la comunicazione e la condivisione tra le persone, il bello finisce per scomparire.
Potrei concludere alla maniera di Gianni Morandi dicendo di Pecchio:"L'amicizia da offrire ce l'ha: gli amici a cui offrirla gli mancano!" e anche:"Gli amici ce li ha: la loro amicizia gli manca!" e, infine, in riferimento al titolo di un programma televisivo:"L'amicizia: chi l'ha vista? Gli amici: chi li ha visti?"
Non ha più i suoi compagni di classe e di scuola la cui amicizia nei suoi riguardi è rimasta circoscritta, sempre, tra le quattro mura reali degli edifici scolastici e tra le quattro mura virtuali dell'orario scolastico e dei tredici anni in cui codesto si è dipanato.
Non ha più, inoltre, alcuni compagni di classe poiché, nel frattempo, purtroppo, sono defunti.
Non ha più alcuni amici poiché, nel frattempo, sono andati a vivere altrove.
Non ha più alcuni amici la cui amicizia nei suoi riguardi e rimasta circoscritta, sempre, tra le quattro mura della chiesa-edificio, dove ha partecipato, insieme a loro, alle varie attività parrocchiali (Catechismo ai bambini ed ai ragazzi, riunioni coi suoi colleghi Ministri Straordinari dell'Eucaristia, coi suoi colleghi Catechisti e coi suoi colleghi del Consiglio Pastorale Parrocchiale dove è stato membro eletto dal popolo).
Non ha più alcuni amici la cui amicizia nei suoi riguardi si è conclusa con la celebrazione del loro Matrimonio-Sacramento o del loro matrimonio civile.
Non ha più alcuni amici la cui amicizia nei suoi riguardi si è conclusa con la nascita dei figli.
Gli sembra, tragicamente, ironico che alla nascita di un figlio corrisponda l'aborto di un'amicizia.
Non ha più alcuni amici la cui amicizia nei suoi riguardi si è conclusa con l'inizio, per loro, di un'attività lavorativa o di un impegno, benché lodevole, di volontariato nell'ambito del sociale.
Non ha che alcuni amici (e fa fatica a considerarli tali) con cui non condivide che alcuni impegni associativi come Assemblee dei Soci, Pranzi Sociali e Cene Sociali.
Non ha che alcuni amici lontani con cui non ha che un bellissimo rapporto epistolare.
Non ha, addirittura, che degli amici che gli fanno capire di doversi rassegnare con loro a non avere che un rapporto epistolare a distanza od un rapporto diretto (poiché frequentano,quotidianamente, l'Ufficio dove Pecchio ha il suo Inserimento Terapeutico), ma limitato a educati e gentili:"Buongiorno, Buonasera, Buonanotte" e, quando va, apparentemente, un po' meglio "Buon appetito" e nulla più.
E', apparentemente, bella la condivisione del cibo con gli amici, ma se il tavolo, il piatto ed il cibo diventano dei novelli Muri di Berlino e delle novelle Cortine di Ferro per impedire la comunicazione e la condivisione tra le persone, il bello finisce per scomparire.
Potrei concludere alla maniera di Gianni Morandi dicendo di Pecchio:"L'amicizia da offrire ce l'ha: gli amici a cui offrirla gli mancano!" e anche:"Gli amici ce li ha: la loro amicizia gli manca!" e, infine, in riferimento al titolo di un programma televisivo:"L'amicizia: chi l'ha vista? Gli amici: chi li ha visti?"

Da Luca Lapi
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