Parlano di tre, quattro, cinque percento meno.
Urlano di migliaia di miliardi di quattrini
andati in fumo in una sola giornata.
Soldi virtuali, mossi da macchine programmate
da paranoici e illusi di vivere una vita.
E della gente che si brucia la vita o la vita
brucia loro?
Chi ne parla? No, i giornali e le tivù danno
voce a chi, come un acrobata esperto,
si impegna a mantenere l’equilibrio e la calma
blaterando di situazione economica solida.
Nonostante questi temporali finanziari.
Nonostante le migliaia di miliardi di soldi
bruciati in una sola giornata. Un gran falò.
Delle vanità.
Ma se tutto è solido e sotto controllo, perché
continuiamo a sentire e parlare di questi androidi
che giocano a monopoli?
Perché non si parla di uomini e donne soli, bambini
abbandonati, senza tetto, dignità violentate.
E mentre il sole un po’ più cattivo del solito e la
natura sempre più innaturale urlano la loro rabbia,
la borsa va giù, il petrolio va giù e la grande finanza
trionfa sempre: sia che noi si vada giù o sempre meno su.
E intanto le formiche sono sempre laboriose,
il cane è sempre il miglior amico dell’uomo,
i ghiacciai si sciolgono e le anime sono sempre
meno candide.
E qui sotto, all’angolo di una piazza, una signora
chiede con gentilezza un sorriso per lei
e il suo cagnolino.

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Ciao!





In effetti era nata più come poesia prosastica...poi la redazione.
Grazie
Gabriele


Tutto sommato una meditazione di attualità





