Bombay
India....che viaggio! Dei sensi, della mente, dello spirito...
Adesso l'India è una potenza economica, e sarà molto cambiata e simile (purtroppo) a noi.
Ma quando ci andai per la prima volta era il 1981 e io stavo attraversando la peggiore delle crisi matrimoniali, quella che mi portò al divorzio.
L'India che vidi era...incredibile!
Uno dei ricordi più vividi è l'arrivo a Bombay,(ora Mumbai) il primo impatto con questa enorme quantità di gente, davvero esagerata, una folla che comunicava, dormiva, mendicava, faceva i suoi bisogni accoccolandosi con la massima disinvoltura sui marciapiedi.
Guardavo affascinata e incredula dal finestrino del taxi...mentre dentro al taxi si svolgeva un piccolo "cerimoniale di corteggiamento" come li definisco a volte io.
Ero andata in India col marito e un suo fornitore con signora, si occupavano di tessuti e l'India era, allora, produttrice di splendidi cotoni e sete variopinte.
Viaggio di lavoro insomma.
E mentre il taxi filava per le grandi strade, nel crepuscolo, e i miei occhi vedevano situazioni che la mia mente quasi non accettava, il signor Rinaldo scivolava sempre più sul sedile posteriore, finché la sua coscia non fu aderentissima alla mia.
Ogni frenata serviva per spingere un po', ogni curva me lo portava più vicino.
Io fingevo, divertita e lusingata, di non accorgermi di nulla e lanciavo esclamazioni e gridolini alla vista di vigili con le dita nel naso e i calzettoni senza piedi, o di file e file di baracche e capanne miserevoli, e bambini, vecchi, storpi, donne per lo più bellissime, in Sari variopinti.
Poi, come fu come non fu, una mano scivolò sul mio ginocchio, con mio lieve disappunto perché indossavo uno splendido abito assai costoso.....ma lasciai fare, forse volevo vedere fino a dove si spingeva...o forse in fondo in fondo mi faceva piacere.
Intanto, meravigliosa e inaspettata, vedemmo una lunghissima processione che poi ho saputo essere cattolica; e di tanto in tanto affascinanti luminarie per i matrimoni che là si celebrano con sfarzo incredibile.
All'altezza di Marina Drive e la sua splendida baia,ormai vicini all'hotel che ci ospitava, il Taj Mahal, la mano strinse un po', carezzò piano la stoffa....poi con un sorriso Rinaldo disse: meraviglioso questo tessuto!
Restai spiazzata, poi mi resi conto che sua moglie, seduta davanti, lo guardava dallo specchietto.
Quando scendemmo ci apparve il più grande contrasto che abbia mai visto: sontuoso e pieno di luci l'hotel e tutto attorno una piccola folla di mendicanti macilenti e stracciati che stazionava tenendosi lontano, con gli occhi sbarrati per lo stupore.
Su tutto stagnava un forte odore di urina.
L'angoscia fu tale che dimenticai il piccolo episodio dentro al taxi, e un'occhiata furtiva mi disse che anche per Rinaldo era così.
Col cuore stretto e pieni di angoscia e anche vergogna (almeno io) entrammo in fretta nel sontuoso hotel.
Mai avevo vissuto così nettamente il disagio di entrare in paradiso lasciando gli altri a piangere all'inferno.
Adesso l'India è una potenza economica, e sarà molto cambiata e simile (purtroppo) a noi.
Ma quando ci andai per la prima volta era il 1981 e io stavo attraversando la peggiore delle crisi matrimoniali, quella che mi portò al divorzio.
L'India che vidi era...incredibile!
Uno dei ricordi più vividi è l'arrivo a Bombay,(ora Mumbai) il primo impatto con questa enorme quantità di gente, davvero esagerata, una folla che comunicava, dormiva, mendicava, faceva i suoi bisogni accoccolandosi con la massima disinvoltura sui marciapiedi.
Guardavo affascinata e incredula dal finestrino del taxi...mentre dentro al taxi si svolgeva un piccolo "cerimoniale di corteggiamento" come li definisco a volte io.
Ero andata in India col marito e un suo fornitore con signora, si occupavano di tessuti e l'India era, allora, produttrice di splendidi cotoni e sete variopinte.
Viaggio di lavoro insomma.
E mentre il taxi filava per le grandi strade, nel crepuscolo, e i miei occhi vedevano situazioni che la mia mente quasi non accettava, il signor Rinaldo scivolava sempre più sul sedile posteriore, finché la sua coscia non fu aderentissima alla mia.
Ogni frenata serviva per spingere un po', ogni curva me lo portava più vicino.
Io fingevo, divertita e lusingata, di non accorgermi di nulla e lanciavo esclamazioni e gridolini alla vista di vigili con le dita nel naso e i calzettoni senza piedi, o di file e file di baracche e capanne miserevoli, e bambini, vecchi, storpi, donne per lo più bellissime, in Sari variopinti.
Poi, come fu come non fu, una mano scivolò sul mio ginocchio, con mio lieve disappunto perché indossavo uno splendido abito assai costoso.....ma lasciai fare, forse volevo vedere fino a dove si spingeva...o forse in fondo in fondo mi faceva piacere.
Intanto, meravigliosa e inaspettata, vedemmo una lunghissima processione che poi ho saputo essere cattolica; e di tanto in tanto affascinanti luminarie per i matrimoni che là si celebrano con sfarzo incredibile.
All'altezza di Marina Drive e la sua splendida baia,ormai vicini all'hotel che ci ospitava, il Taj Mahal, la mano strinse un po', carezzò piano la stoffa....poi con un sorriso Rinaldo disse: meraviglioso questo tessuto!
Restai spiazzata, poi mi resi conto che sua moglie, seduta davanti, lo guardava dallo specchietto.
Quando scendemmo ci apparve il più grande contrasto che abbia mai visto: sontuoso e pieno di luci l'hotel e tutto attorno una piccola folla di mendicanti macilenti e stracciati che stazionava tenendosi lontano, con gli occhi sbarrati per lo stupore.
Su tutto stagnava un forte odore di urina.
L'angoscia fu tale che dimenticai il piccolo episodio dentro al taxi, e un'occhiata furtiva mi disse che anche per Rinaldo era così.
Col cuore stretto e pieni di angoscia e anche vergogna (almeno io) entrammo in fretta nel sontuoso hotel.
Mai avevo vissuto così nettamente il disagio di entrare in paradiso lasciando gli altri a piangere all'inferno.

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Commenti
Grazie a tutti. Appena trovo un PC scrivo di più!






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Ciao Marilla,
io mi sono sempre rifiutato di andare in India e ne ho un pò il rimorso, pechè so che l'India è, fra i tanti, uno di quelli che se non lo visiti ti rimarra una visione del mondo e dell'umanità incmpleta. Lasciamo stare la mano di Rinaldo così il sig Martini stavolta non avrà da dire alcunchè sul commento. Sei brava, come sempre.
Un abbraccio. Salvo
io mi sono sempre rifiutato di andare in India e ne ho un pò il rimorso, pechè so che l'India è, fra i tanti, uno di quelli che se non lo visiti ti rimarra una visione del mondo e dell'umanità incmpleta. Lasciamo stare la mano di Rinaldo così il sig Martini stavolta non avrà da dire alcunchè sul commento. Sei brava, come sempre.
Un abbraccio. Salvo


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bello il racconto ..lo stile...la narrativa..semplicemente stupendo


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bello questo racconto...ha diversi pregi, intanto ha le tre fasi scritte a puntino, l'incipit, il corpo centrale e la chiusa, molto significativa. E poi scritto bene e c'è pure un pizzico di pepe, di umorismo, di considerazioni etiche, e fa pure pensare che magari avremmo voluto essere noi nei panni di Rinaldo, meglio ancora se in campo. 5 stelle.






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Un abbraccio e continua ascrivere, mi piace come lo fai.
Nadia
5*


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Cara Marilla, sono rimasto piacevolmente colpito da questo racconto; per lo stile narrativo, che rivela la capacita precipua dello scrittore di trascinare il lettore, quanto per il buon gusto che lascia..Complimenti





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