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BUSSANO

E’ il nome del paese in cui si svolge questo racconto.
In verità il nome di questo paese si dovrebbe leggere con l’accento sulla “a” Bussáno , ma quasi tutti accentano la “u” Bússano e poiché spesso un paese ha il nome che si merita, anche in questo caso il nome è dovuto al fatto che in questo paese, per tradizione e per la bontà dei suoi abitanti, quando qualcuno bussa alla porta gli viene sempre aperto e viene invitato ad entrare.
Prima di inoltrarci nel racconto è importante che vi presenti i personaggi. Eccoli.
- Volpe – E’ un ragazzo di circa 12 anni, orfano e vagabondo, così chiamato dai suoi amici di strada perché è furbissimo, proprio come una volpe.
- Angela – E’ una mamma giovane che abita a Bussano e vive con due gemellini. Il marito è stato licenziato dal lavoro ed ha dovuto andare in Australia da dove manda a casa i soldi per la sua famiglia che vede solo una volta all’anno, durante le feste di Natale.
- Sara e Rino – sono i due gemellini di 5 anni.
- Milù – la gattina dei gemellini.
Ed ora iniziamo con la storia.
Era una giornata soleggiata ma fredda, Volpe stava vagabondando alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti ed anche da mettere sopra il maglione di lana che indossava perché non era più sufficiente per ripararlo dal freddo.
Angela stava preparando con Sara e Rino il presepe mettendo i pastori e le pecorelle vicino alla grotta, dove la notte di Natale sarebbe nato Gesù. Per questa famiglia l’attesa era doppia, aspettavano infatti con trepidazione anche l’arrivo del papà.
Volpe si trovò a passare per Bussano e vide una casa a piano terreno con le luci accese all’interno, si avvicinò, e dalla finestra che aveva le tendine scostate notò la mamma con i bambini attorno al presepe, ma notò anche appoggiata sopra un divanetto una bella giacca verde, con un cappuccio. Che bella, pensò, come mi piacerebbe….Avrebbe potuto bussare, gli sarebbe stato aperto sicuramente Angela lo avrebbe ben rifocillato e molto probabilmente, se gliela avesse chiesta, Angela gli avrebbe anche regalato la giacca. Ma Volpe non sapeva che quello era un paese così speciale. Si accostò fino a toccare con il naso il vetro ma ecco la finestra, che non era ben chiusa ma solo accostata, si aprì. Fu più forte di lui, il freddo si faceva sentire e chissà quella notte poi….scavalcò rapido, entrò in casa, afferrò la giacca e via di corsa. Angela e i bimbi intenti davanti al presepe non si accorsero di nulla ma non aveva fatto i conti con Milù che cominciò a miagolare a squarciabaffi attirando l’attenzione di Angela che vide Volpe fuggire con la giacca sotto il braccio. Aprì la porta e lo rincorse. A Bussano potevi chiedere ma guai a te se provavi a rubare qualcosa i buoni abitanti non lo sopportavano proprio. Angela era piccola ma molto veloce, da ragazza praticava atletica leggera, raggiunse Volpe, gli tolse la giacca, lo prese per un orecchio e lo stava riportando verso casa, era arrivata davanti all’uscio, rimasto aperto, quando mise un piede in fallo, cadde a terra, battè la testa e perse i sensi. Volpe approfittò subito dell’occasione, riprese la giacca e via di corsa. Ma a questo punto Volpe senti una voce che non aveva mai sentito prima. Era la sua coscienza che gli parlava……Si bloccò all’istante e tornò indietro. Angela era ancora a terra, Milù miagolava e le leccava il viso, Sara e Rino piangevano disperati. Volpe allora gli pose la giacca addosso, corse in cucina, prese dell’acqua, le rinfrescò il viso e gli diede qualche schiaffetto, come aveva visto fare una volta da quelli della Croce Rossa ad un suo amico che aveva preso una sassata ed era svenuto. Angela, lentamente riaprì gli occhi e si meravigliò di vedere quel volto sconosciuto che la stava soccorrendo, Milù si strusciava tra le gambe di Volpe, Sara e Rino avevano smesso di piangere. Volpe vedendo che tutto stava andando per il meglio se ne stava andando quando Angela lo chiamò “Ehi, ragazzo!” Volpe si voltò incredulo “Si ?” “Vieni, torna qui”
Volpe ad occhi bassi tornò verso Angela che lo guardò negli occhi, stette un attimo in silenzio e poi lo abbracciò. Volpe teneva le braccia lungo i fianchi ed allora Angela “Non mi abbracci tu?”
Volpe allora l’abbracciò. Che calore…avrebbe potuto stare anche in canottiera.



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Racconto scritto il 26/12/2016 - 12:10
Da Roberto Colombo
Letta n.1214 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Molto bella.

Giulia Bellucci 26/12/2016 - 15:27

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Ha un non so che di fiabesco questa storia. Mi è piaciuta. Giulio.

Giulio Soro 26/12/2016 - 14:23

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