Ogni giorno che passa senza voltarsi, senza pensare a cosa accadrà, è una porta che si apre su paesaggi inaspettati; un po’ come l’essenza del viaggio, che mostra il suo perché nel viaggio stesso. Ma questo, si sa, è stato detto molte volte.
Non sto scrivendo nulla di veramente nuovo, o capace di sfidare la profondità dell’esistenza umana. D’altra parte ho conosciuto cose, davvero profonde, come certi occhi… dove mi sono perso volentieri; per non parlare poi delle sfide quotidiane della vita, quando si è costretti a correre e le suole sono troppo consumate, e s’avverte il timore di non esser capaci d’arrivare sino in fondo.
Mi viene da pensare che se possiedi solo un paio di scarpe, e vuoi fare un lungo viaggio, alla fine rischi di dover andare anche a piedi scalzi, e nei giorni nostri non siamo per nulla abituati a questo.
Anzi, per la verità, qualche volta non siamo nemmeno capaci di camminare, perché i nostri calzari sono magari fuori moda, più che consumati; ma un viaggio diventa pesante quando perde la sua naturalezza, ed io credo che il senso della naturalità sia strettamente legato a quello della bellezza.
E così mi chiedo quale sia il mio posto nella bellezza.
E la bellezza è tutto. Da quella della Natura tutto discende, tanto più vivida al tramonto, e dolce, nelle braccia della sera; quando la fatica dà il senso persino a una sconfitta… e ti accorgi che il posto nella bellezza prende forma, solo se hai la sensazione d’averlo meritato.
Così, tanto per dire.
Non sto scrivendo nulla di veramente nuovo, o capace di sfidare la profondità dell’esistenza umana. D’altra parte ho conosciuto cose, davvero profonde, come certi occhi… dove mi sono perso volentieri; per non parlare poi delle sfide quotidiane della vita, quando si è costretti a correre e le suole sono troppo consumate, e s’avverte il timore di non esser capaci d’arrivare sino in fondo.
Mi viene da pensare che se possiedi solo un paio di scarpe, e vuoi fare un lungo viaggio, alla fine rischi di dover andare anche a piedi scalzi, e nei giorni nostri non siamo per nulla abituati a questo.
Anzi, per la verità, qualche volta non siamo nemmeno capaci di camminare, perché i nostri calzari sono magari fuori moda, più che consumati; ma un viaggio diventa pesante quando perde la sua naturalezza, ed io credo che il senso della naturalità sia strettamente legato a quello della bellezza.
E così mi chiedo quale sia il mio posto nella bellezza.
E la bellezza è tutto. Da quella della Natura tutto discende, tanto più vivida al tramonto, e dolce, nelle braccia della sera; quando la fatica dà il senso persino a una sconfitta… e ti accorgi che il posto nella bellezza prende forma, solo se hai la sensazione d’averlo meritato.
Così, tanto per dire.

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Commenti
Un bell'incipit per queste riflessioni sulla bellezza e sulla vita in generale, esposte in modo molto sentito e su cui concordo in pieno.
5 *

5 *




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Credo che il solo fatto di non essere indifferente alla bellezza, ma, al contrario, di mostrare tanta sensibilità, ti rende pienamente meritevole di viverla occupando un posto ...in prima fila!!





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Ai chiuso bene Fransceso cosi,tanto per
dire resta solo un enigma
dire resta solo un enigma


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pensiero molto bello, e ben espresso, che condivido in pieno. Anche nella prosa la tua indole di poeta non ti lascia, come è giusto che sia. 5 * 



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FRANCESCO GENTILE...Così tanto per dire ci hai spiegato la vera bellezza della vita, quella naturale e no artefatta. Quella vera che si incontra ogni giorno o ogni sera,fatta soprattutto di amore e di semplicità.Ce l'hai insegnato con le tue poesie... l'amore e la bellezza del mondo, con le loro sfumature, che altro non sono che i tramonti e le albe delle tue odi! Ciao poeta













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