Il biglietto vincente
In un bel pomeriggio d’estate inoltrata si trovavano a casa Marta e Liliana, due sorelle che abitavano con i genitori una vita serena e tranquilla, si svegliavano la mattina spensierate e senza pensieri assillanti, ma la vita non sempre è gentile e un giorno i loro genitori fecero una convocazione di famiglia.
Iniziò mestamente il padre:
“ragazze purtroppo non tutto va sempre nel verso giusto e proprio ieri dal lavoro mi è stato comunicato che la società per cui lavoro chiude e verrà a breve smantellata .”
“avrete capito che anch’io sono rimasto senza lavoro. Finora vi abbiamo lasciate tranquille e non vi abbiamo detto nulla delle nostre preoccupazioni ma adesso è giusto e doveroso che anche voi sappiate i problemi di questa famiglia.”
Il papà a questo punto non riusciva più a parlare avendo un enorme nodo alla gola e gli subentrò la mamma a continuare.
“mie care, il fatto è che per far fronte alle esigenze della famiglia ci troviamo costretti ad accettare un lavoro oltreoceano che è stato offerto a vostro padre.”
“diventa necessario per tutte le spese che ne conseguono di vendere la casa per avere liquidità, casa che per la quale, fortunatamente, abbiamo già trovato un compratore!”
Molti avvenimenti si stavano accavallando l’un sull’altro. Il papà partiva verso il nuovo lavoro dove sperava di avere più fortuna e potersi poi riunire con la sua famiglia mentre Marta e Liliana con la mamma si trovarono a partire per la Toscana dalla sorella di mamma, la zia Cristina che aveva un agriturismo in un piccolo paesino in provincia di Massa Carrara.
C’era sempre molto da fare nell'agriturismo e anche loro tre si attivarono per collaborare alla conduzione dell’agriturismo di Cristina.
Si erano sistemate proprio bene mamma Gina e le due figliole, in fondo con la zia Cristina che dava loro ospitalità in cambio della collaborazione e di un piccolo compenso per ciascuna, la vita non sembrava poi così male, inoltre anche il lavoro del papà oltreoceano stava dando buoni risultati, tanto che papà Vittorio, (così si chiamava il padre di Marta e Liliana) ogni mese spediva loro dei soldini.
Un giorno come tanti Liliana, la maggiore delle due sorelle doveva andare in città per conto della zia; mentre si trovava in città le venne in mente avendo qualche spicciolo in più in tasca di andare ad una ricevitoria a giocare un superenalotto. Buttò giù dei numeri a caso pensando
che se mai si gioca di sicuro non si può vincere ma se faccio una giocata magari con soli tre Euro, chissà, ci potrebbe essere la possibilità di vincere e far tornare il papà a lavorare in Italia e magari anche comprare una nuova casa, anche qui –pensò- continuando ad aiutare la zia visto che quel lavoro piaceva a tutte e tre. Basta non farsi prendere la mano e giocare solo ogni tanto così, per creare una porta aperta sulla possibilità di vincere.
Una volta fatto, si mise il biglietto nel portafoglio, fece la commissione per la zia e tornò all'agriturismo. L’estrazione sarebbe stata la sera stessa.
Era tropo agitata però, Liliana che aveva la sensazione di aver fatto la cosa giusta ad acquistare il biglietto per tenerselo per sé, voleva condividere il suo entusiasmo con almeno sua sorella Marta. E si, aveva proprio la convinzione che quello era un biglietto vincente e sperava che non fosse una vana sensazione. In un momento di quiete dell’agriturismo chiamò Marta da parte e le fece vedere la sua giocata dicendole: “stasera ci guardiamo i risultati”.
Il montepremi era molto alto si trattava di un jackpot di €44.524.173,90 …. Visibilmente emozionate, iniziarono a fantasticare su cosa avrebbero potuto fare con una vincita simile, vennero però scosse dal forte richiamo di zia Cristina che le richiamava all'ordine in quanto era arrivato un pullman carico di clienti e bisognava darsi prontamente da fare.
Senza perder tempo, si riassestarono e Liliana per fare più in fretta infilò il biglietto nella tasca del grembiule e via veloci andarono entrambe ad accogliere i clienti. Ma non si accorse Liliana che nel togliere la mano di tasca il biglietto se ne scivolava a terra …..
Le ragazze fecero accomodare i nuovi clienti e iniziarono a servirli. Nel frattempo si alzava una leggera brezza che fece alzare e volare il biglietto fino a farlo atterrare sul portico dell’agriturismo.
Dopo un paio d’ore il servizio era finito ed anche l’ultimo pullman se ne andava, le ragazze allegramente riassestarono i tavoli e la cucina, erano libere finalmente ed era anche arrivato il momento di guardare in TV i risultati del superenalotto. Fu solo allora che Liliana infilandosi la mano in tasca si accorse che il biglietto non c’era più, sconsolata andò di corsa dove lo aveva fatto vedere alla sorella, si guardò attorno, ma non lo vide.
Tornata vicino alla TV disse a Marta del biglietto perso mentre davano i risultati. Tristemente disperata riconobbe tra i numeri vincenti almeno cinque di quelli che lei aveva giocato! Era il massimo della sfortuna si disse! A testa china s’incamminò sulla veranda per sedersi e rimuginare sull'accaduto! La raggiunse anche Marta e mentre si sedeva accanto a Liliana borbottava contro i clienti che gettano in giro cartacce, aveva visto un foglietto di carta sotto la sedia su cui era seduta sua sorella, lo raccolse ma mentre stava per accartocciarlo emise un grido di gioia facendolo vedere a Liliana!
Si abbracciarono le sorelle ed era vero, cinque dei numeri che Liliana aveva giocato erano usciti, freneticamente andarono a vedere nei risultati quanto i cinque avevano vinto.
E lessero: ai vari cinque vincenti andavano € 27.953,07 …..
Ovviamente erano al settimo cielo e lo ringraziarono il cielo per aver loro fatto ritrovare il biglietto perduto; adesso potevano far tornare il loro papà dall'America, ricomprare una casa e chissà quant'altro ancora.
Lì il posto era bello e si potevano attuare tantissimi progetti.

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Brava, un saluto!













Il biglietto resta IL fulcro della vicenda, biglietto non tanto finalizzato ai fini materiali ma famigliari. Il lettore non può che essere contento per Marta e Liliana.
Bene, termino con la mia disamina con una "cinquina". Di stelline, intendo.


(segue)


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