Un testo da riproporre
Un pomeriggio in Toscana (Luglio 1967)
Seduta sotto un fico
assaporo tutta la dolcezza
della mia gioventù.
Dolce sensazione d’ambrosia
che dal cuore sale al palato.
Ogni frutto prepara il desiderio
a quello successivo.
Il tramonto di un’estate
in terra toscana.
Il delicato e timido abbraccio
di un fiore mai appassito.
Oggi tra spine e crisantemi,
quel fiore impera con
tutta la sua forza,
ma respinge sole ed acqua
Pablo Neruda diceva che: ‘La poesia non appartiene a chi la scrive ,ma a chi serve’.
Beh, la poesia che vi ripropongo mi appartiene e non so se servirà a qualcuno,la ragione è che in questi quindici versi sono racchiusi 45 anni della mia vita. Quando la rileggo( di rado ) mi rivedo giovane diciassettenne seduta sotto quel fico in un caldo pomeriggio d’agosto nella campagna Toscana , in compagnia di altri due ragazzi.
Quella fu una vacanza che non avrei mai più dimenticato anche se durò soltanto un mese.
Ricordo ogni momento di quella giornata; l’incanto di un paesino medievale, il profumo del pane e l’affetto delle persone che ci ospitarono. Ma il ricordo più forte, quello che rimase chiuso in un cassetto per 43 anni, fu quell’abbraccio e quel bacio appena accennato della persona che mi era accanto, mentre mi mostrava il panorama sottostante, ma bastò guardarci negli occhi per capire che qualcosa aveva toccato le corde dei nostri cuori. La vacanza dopo pochi giorni finì ed io tornai a casa, senza avere più notizie l’uno dell’altra. Un ricordo rimasto dentro di me per tanti anni, fino a quando non ci siamo rincontrati dando seguito a quel bacio. Peccato che tutto sia durato il momento di un sogno, troppo bello ed intenso per durare per sempre.

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La redazione ha designato il tuo racconto/poesia tra i migliori di Maggio. Una pubblicazione speciale non può che meritare speciale attenzione.
Bravissima!!!








e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Pablo Neruda...parte della poesia "Mi piaci quanto taci"
La tua poesia mi ha riportato a questo passo della poesia del mio amato Neruda...infondo la poesia ha la funzione di far sopravvivere le cose!



da qui, la bellezza di "quel momento di un sogno"...
Bellissima, mia dolce Santa
E grazie





Cinque stelline che... ripropongo!








Indubbiamente sei stata brava e quindi capace ad intersecare i passaggi della poesia/narrazione tessendo con dei comparti emozionali di tipo intensi.
(segue)


Mi accingo a recensire basandomi sul globale ovvero Poesia e Dettato.
(segue)


I ricordi ci fanno identificare con il percorso della nostra vita. Brava!








