Sulla via del ritorno i due amici si fermarono a una sorgente per dissetarsi e Simone riprese a studiare la mappa che aveva raccolto e portato con sé, senza però riuscire ad interpretarla. D'un tratto i due ragazzi videro avvicinarsi un vecchio che procedeva ricurvo appoggiandosi al suo bastone; “Salve giovani, bella giornata, vero?” “Vuole sedersi? – gli rispose Luca indicando una pietra piatta dove l’amico era seduto al centro – Simo, fagli posto!”. “Che stai studiando con tanta attenzione?” chiese il vecchio avvicinatosi al giovane sulla pietra e Simone gli mostrò la mappa. “Indica dove la vita porterà te e le persone a te care - spiegò l’anziano – Vedi, questi ad esempio sono il tuo sentiero e quello del tuo amico, che ora procedono insieme, ma che presto si divideranno, per poi, chissà, incontrarsi di nuovo un domani. I percorsi di ciascuno sono i più svariati e inaspettati: si incontrano, coincidono, si separano, si incontrano e si separano nuovamente…”.
Giunto a casa, Luca trovò suo padre sulla porta pensieroso; “Ci mancherà vivere qui, ma ci dovremo abituare alla nuova sistemazione” disse l’uomo. Due giorni dopo il ragazzo, dopo aver aiutato i genitori a caricare i bagagli, sali in macchina guardando tristemente per l’ultima volta il luogo dove fino ad allora aveva vissuto, mentre Simone lo osservava partire da lontano con altrettante lacrime agli occhi. La grande città dove Luca è i suoi genitori si trasferirono sembrava veramente un altro pianeta rispetto al verdeggiante luogo di campagna da dove provenivano: nel tragitto dall’appartamento al quarto piano alla nuova scuola il giovane sentiva riempirsi i polmoni del nauseante smog che abbondava nell’aria a causa del caotico traffico cittadino. “Tranquillo, ti ci abituerai – gli disse una compagna di classe di nome Giada – noi che siamo nati qui neanche lo sentiamo”; Luca sorrise alla ragazza, osservandola bene a differenza delle altre volte quando l’aveva incrociata in aula: era bionda, dagli occhi castani e penetranti, aveva un dolce sorriso e modi gentili. Nel fine settimana la ragazza Invitò Luca ad un picnic al parco cittadino, dove il ragazzo rivide alberi e cespugli fioriti, che gli ricordarono l’amata campagna; Giada lo esortò sedersi con lei presso un’aiuola di tulipani, dove i due parlarono a lungo, per poi stendere la stuoia e mangiarsi i loro panini. Gli anni trascorsero in un lampo e venne il giorno in cui Luca si trovò sul sagrato di una chiesa ad aspettare la sua sposa; lui e Giada ebbero un figlio, Emanuele, che riempì la loro vita di gioia. Una sera, tornando a casa dall’ufficio, si sedette in un bar per un analcolico; “Ma guarda chi si rivede dopo un’eternità!” si sentì dire alle sue spalle.
Simone si sedette al tavolo con l’amico, incredulo ma felice. “Come butta, Simo?” chiese Luca; “Dopo che te ne sei andato – cominciò a raccontare l’altro- ho dedicato tutto il mio tempo a terminare gli studi e ad aiutare mio padre in officina. Un pomeriggio siamo andati a recuperare un’auto in panne su un pendio: la occupavano padre, madre e la figlia, Elena; ci vollero tre giorni per rimetterla in sesto e ciò mi offrì l’occasione di trascorrere due piacevoli serate con la ragazza, che mi aveva molto colpito. La rividi un mese dopo al suo paese, dove eravamo andati a ritirare dei pezzi di ricambio, e, siccome questi non erano ancora disponibili, ci fu possibile passare altro tempo in reciproca compagnia; così scattò la scintilla e capimmo di essere destinati a stare insieme. Ci troviamo qui in città per promuovere la nostra piccola azienda di famiglia, mentre aspettiamo il figlio in arrivo”.
La sera successiva Luca, Giada e il piccolo Emanuele trascorsero una splendida serata insieme a Simone ed Elena in una pizzeria in centro. Al momento di accommiatarsi, Simone mostrò a Luca una pergamena srotolata: “Visto? – gli disse – La mappa indicava il vero: le nostre strade si erano separate e si sono incontrate di nuovo. Vediamo che succede ora!” “Lascia stare – gli rispose l’amico – Priveresti la vita del gusto di essere scoperta, percorrendone ogni giorno i sentieri!”.

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