Storia d'un cocccodè
Si raccontava nel paese delle meraviglie di una giovane gallinella, era nata da poco dall’ultimo uovo di sei altre uova covate tutte insieme.
Quell’ultimo uovo era molto piccolo, era quasi la metà delle altre uova.
Mamma chioccia molto amorevole iniziò dopo aver deposto tutte le sue uova a covare, passavano i giorni e finalmente dopo circa 21 giorni di cova arrivò il momento della schiusa; le uova più grandi si schiusero per prime una dietro l’altra facendo uscire dei bellissimi grossi pulcini che iniziarono a gironzolare per poi tornare al caldo da mamma chioccia.
Quell’ultimo piccolo uovo sembrava non volersi schiudere e mamma chioccia stava quasi per scartarlo quando finalmente sentì un lieve picchiettio farsi più prepotente venire da dentro il guscio fino ad incrinarlo ed aprirlo lasciando uscire un piccolo pulcino.
Mamma chioccia se lo prese a cuore sotto la sua ala, aiutandolo in tutto per tutto anche a difendersi dagli altri pulcini decisamente più grandi e prepotenti! … Passarono i giorni e sviluppandosi la nidiata risultava formata da tre maschi e quattro femmine compresa l’ultima nata che, pur essendo più piccola rispetto le altre, pian piano anche se molto lentamente cresceva anche lei la piccola “Ovina” come venne da tutti soprannominata.
Dopo circa 24 settimane le sue sorelle iniziarono a depositare le loro uova e si sentivano risuonare tanti “coccodè” nella fattoria .
Ad Ovina però non succedeva nulla ed era molto triste, voleva essere come le sue sorelle ma neppure il gallo si degnava di guadarla tanto era rimasta piccina, piccina.
Nonostante questo, mamma chioccia la consolava dicendole di avere pazienza che prima o poi anche lei avrebbe fatto le sue uova …
… ma i giorni passavano e passavano ...
Ovina era quasi alla disperazione, si sentiva diversa e inutile, accovacciata in riva al laghetto guardava la sua immagine riflessa sull’acqua, fece un gran sospiro profondo e così facendo come un singhiozzo le venne un co … co - co … co … coccodè … e fece un uovo.
Felice Ovina si mise a correre e starnazzare per tutta l’aia sbattendo le sue piccole ali, gridando a squarciagola:
“coccodè: l’uovo c’è … coccodè: l’uovo c’è …”
Da quell’uovo non nacque mai un pulcino perché non era stato fecondato dal gallo, ma da quel giorno anche il gallo si accorse finalmente di lei, anche se era tanto piccina, piccina.

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Piaciutissima!










Complimenti.


























